Alle Biciclette il neofuturismo di Bestetti l'artista poliedrico allievo di De Chirico

Pittura, scultura e installazioni in un percorso dall'Italia a Los Angeles

«Time, a neofuturistic life» è il titolo di un'interessante mostra che si è inaugurata in questi giorni negli spazi della galleria «Le Biciclette» di via Giovanni Battista Torti, 2. In mostra le opere dell'artista Luca Bestetti, unico allievo di Giorgio De Chirico e noto al pubblico per il suo linguaggio pittorico ribattezzato «neofuturista». Nato a Milano nel 1964, Bestetti è erede della storica casa editrice d'arte italiana «La Bestetti Edizioni d'Arte», che dal 1906 ha visto tra i suoi collaboratori i nomi più significativi della storia dell'arte italiana, tra cui (oltre allo stesso padre della Mertafisica) si ricordano Mario Sironi, Massimo Campigli, Carlo Carrà, Gregorio Sciltian, Renato Guttuso, ma anche Gabriele d'Annunzio, che frequentavano abitualmente la sua casa romana.

Non solo pittura, nella sua poliedrica carriera. Bestetti si è infatti espresso attraverso l'utilizzo di un'ampia gamma di tecniche, come scultura, installazioni e arte meccanica su motocicli. Non è un caso che l'artista sia stato anche definito erede dello scomparso Salvatore Scarpitta (asta record per aggiudicata per 1 milione e 445 mila dollari da Christie's a New York nel 2014) e continuatore della studio delle sculture in movimento.

«Sono artisticamente nato in Italia ma cresciuto a Los Angeles - dice di sè - e negli Stati Uniti è normale e prestigioso che gli artisti si esprimano in diversi campi dell'arte, dalla musica alla pittura fino al design o all'architettura, fino alla scrittura, o alla regia. L'espressione dell'animo non deve avere confini e anche le arti erroneamente definite come minori, sono vere forme d'arte di grande espressività e cultura, pensiamo all'artigianato o al design italiano che vanno ben oltre il prodotto di consumo. Diversamente in Italia, un mercato poco florido ma ritengo di grande importanza di formazione e maturità artistica, è meno condivisa l'apertura e le opportunità per considerare e accreditare gli artisti in molteplici discipline, e il banalizzare il loro passaggio da una disciplina ad un'altra talvolta è meno fluido altre volte del tutto precluso per preconcetti e pregiudizi, soprattutto negli artisti più giovani».

Formatosi artisticamente alla Scuola del fumetto, Bestetti è affascinato da tematiche come le armonicità, i motori, la donna, il movimento e la velocità, la tecnologia, lo spazio, e colloca la sua arte in una chiave di tipo esperienziale. «Così come per gli scrittori, o i registi, ritengo che sia necessario prima vivere profondamente e fare esperienze, leggendo le diversità culturali nel mondo, sperimentare a lungo, per poi capire sé stessi e poter realmente esprimere la propria arte».