Bikemi, prima stazione per disabili

Il via dopo l'estate con un servizio sperimentale di handbike al Parco di Trenno. Poi verrà esteso

Antonio Ruzzo

Milano pedala. Pedala ormai sempre di più tant'è che il Bikemi, nato come un esperimento di mobilità tanti anni fa, oggi è un'alternativa a tutti gli effetti per muoversi in centro e non solo in centro. Una crescita costante di abbonati ma anche di proposte. Così le bici del Comune sono diventate anche a pedalata assistita, a misura di bambino in più di una decina di stazioni dedicate ai più piccoli e da poche settimane con i seggiolini per chi vuole fa salire i figli. Non è finita. La novità che il Comune sta preparando e che dovrebbe partire dopo l'estate riguarda infatti i portatori di handicap. «Sì ci stiamo lavorando da tempo- spiega l'assessore alla mobilità di Palazzo Marino Pierfrancesco Maran- Allo studio c'è un sistema di Bikemi che vorremmo estendere alle persone disabili. Abbiamo già avuto diversi incontri con le associazioni e la prima stazione sperimentale vorremmo realizzarla per ora al parco di Trenno. Stiamo valutando alcune proposte per decidere che tipo di mezzo utilizzare anche se per ora il più probabile sembra quello di una biga dove si potrà salire co le carrozzine».

La data certa non è stata ancora fissata anche se è chiaro che se ne parlerà a settembre e soprattutto dopo le elezioni. «Si tratta di uno studio avanzato che non dipende dalle vicende politiche- assicura Maran- Un progetto che andrà avanti e che resterà al servizio della città e a disposizione dei milanesi». E la volontà è, come è successo con gli altri servizi di Bikemi, di sperimentarlo e poi estenderlo se darà buona prova.

Milano si muove per dare le stesse opportunità anche alle persone meno fortunate ma non è la prima città italiana a pensare ad un servizio simile. Un servizio di handbike infatti è già da tempo in fase di sperimentazione a Torino grazie alla collaborazione tra l'Associazione Italiana Paralisi Spastica (AIPS) e il gestore di bike sharing ToBike per dare la possibilità di muoversi negli spazi urbani con modelli di bici a spinta a braccia e ruote a cui attaccare la carrozzella. «La volontà è la stessa e cioè rendere accessibili le due ruote anche a chi non è in grado di muoversi normalmente- spiega Maran- ma ha comunque voglia di girare la propria città». Un passo avanti nonostante le città restino complicate e ostili per i disabili. Ma comunque un segnale. Che ariva dal Bikemi che un po' questa città l'ha cambiata. Dal 2009 ad oggi il servizio di bike sharing, che conta 3.650 bici tradizionali e 1.000 a pedalata assistita, ha visto infatti un aumento costante di abbonati che l'anno scorso era 44.408, con una crescita del 53% rispetto al 2014. Solo nell'ultimo mese sono stati 1.617 gli abbonamenti annuali attivati, il triplo rispetto al dicembre 2014. Boom anche di utilizzi, passati dai 703.032 del 2009 ai 3.127.352 del 2015 per un totale di 11.425.186 prelievi in 7 anni.