Bimbi dell'asilo a scuola di cinese

Cominceranno dai suoni, quelli che nella lingua cinese danno il significato diverso a uno stesso ideogramma. Perché sono proprio i suoni che fino a sei anni i bambini riescono a percepire bene e anche a riprodurli. Poi passeranno a «giocare» con i pennelli per disegnare gli ideogrammi, ritaglieranno e piegheranno la carta, giocheranno con le bacchette per capire come possono essere utilizzate per mangiare il riso. Nascerà così il primo corso di cinese per i bambini dell'asilo. Per quelli più piccoli, il gruppo dei tre anni entrato a settembre al Collegio San Carlo di corso Magenta. Sono 78 ragazzini che ancora non sanno né scrivere né leggere. Ma che dal 28 gennaio prossimo insieme alle canzoncine, in italiano e in inglese, impareranno anche i suoni cinesi. Non si tratta di corsi extra (tra l'altro qui già presenti) ma programmati proprio nell'orario scolastico.
A dare lezione saranno insegnanti madrelingua per un progetto che sarà monitorato da un comitato scientifico di cui fanno parte docenti dell'Università Bicocca. L'obiettivo? «Non vuole essere solo quello di insegnare una lingua - spiega don Aldo Gerenzani, rettore del San Carlo - Nella mentalità corrente si lega l'apprendimento di una lingua alle opportunità di business per il futuro. Noi siamo educatori, vogliamo fornire gli strumenti per conoscere e stimare le altre culture. Perché è da qui che nasce il rispetto e non la tolleranza per la bandiera, l'altare e la famiglia altrui». Il progetto è stato presentato ai genitori un mesetto fa. E l'adesione è stata incondizionata. Le lezioni si svolgeranno tutti i martedì mattina per 13 incontri. Le docenti madrelingua cinese sono esperte nell'insegnamento della scuola dell'infanzia e hanno anche conoscenze specifiche sui problemi dell'apprendimento. Le lezioni saranno sempre introdotte dalle maestre che, nel corso dell'anno, immergeranno i bambini nella cultura cinese e nelle sue tradizioni. «Verrà spiegato come si salutano, il loro particolare modo di scambiarsi i biglietti da visita sempre rigorosamente con due mani - spiega Renata Cirina che si occupa del progetto - Scopriranno dove'è la Cina, quanto è distante. Come è fatta la loro bandiera».
Il tutto si concluderà con la Festa di Primavera, il capodanno cinese in base al calendario lunare che legherà insieme le due culture. Di fatto i 78 bambini del San Carlo saranno i primi in Italia a «crescere» portando avanti contemporaneamente tre lingue: italiano, inglese e cinese. Le lezioni infatti proseguiranno anche nei prossimi anni di asilo allargando la competenza via via alla scrittura degli ideogrammi che, come le lettere del nostro alfabeto, «passeranno» attraverso attività di disegno e di gioco. Quando arriveranno alle elementari i ragazzi avranno le competenze per poter sostenere l'esame di «proficiency» YCT, young chinese test rivolto ai ragazzi che hanno meno di 15 anni.