Bimbi travestiti all'asilo Milano «copia» Trieste

La consigliera Bocci del Pd propone a Palazzo Marino il «gioco del gender» per scardinare gli stereotipi di genere

Trieste chiama, Milano risponde. Con entusiasmo. Il «gioco del rispetto», o «gioco del gender» come è stato soprannominato, sperimentato in 45 materne del capoluogo friulano, potrebbe approdare anche nelle scuole d'infanzia milanesi. Di cosa si tratta? Attività per promuovere lo scambio dei ruoli uomo/donna in molteplici aspetti e ambiti della vita quotidiana. Il Comune sta valutando il progetto, ritenuto dall'assessore all'Istruzione Francesco Cappelli «interessante». Nelle prossime settimane si terrà un incontro nel merito, per decidere il da farsi. Qualche giorno fa la presidente della commissione consigliare Cultura Paola Bocci (Pd) ha «portato» a Palazzo Marino l'inventrice del progetto, Benedetta Gargiulo, che ha presentato l'iniziativa a un gruppo di educatrici, all'assessore Cappelli e alla delegata del sindaco alle Pari opportunità Francesca Zajczyk. In realtà il gioco, «una sperimentazione per superare gli stereotipi di genere» è stato presentato alla città il 26 febbraio al Muba, il Museo dei Bambini, con tanto di logo del Comune. Che l'iniziativa piaccia agli arancioni sembra essere piuttosto evidente anche se l'assessore Cappelli non si sbilancia, ancora: «Stiamo valutando». Entusiasta Paola Bocci: «Ritengo importante anticipare il più possibile, fin dalla scuola dell'infanzia, la formazione al rispetto di genere per superare gli stereotipi culturali più radicati, e che il mezzo ludico possa avere molta efficacia sui bambini più piccoli. Si tratterebbe solo di trovare uno sponsor. Spero vivamente che l'iniziativa venga adottata dall'amministrazione. Non occorre inventare nuove cose quando ci sono buoni strumenti e pratiche che tra Comuni si possono condividere».

Il gioco si articola in undici proposte ludiche, tra cui la «Favola Red and blu», «Il Memory dei mestieri» e «il gioco del rispetto», schede di riflessione e linee guida per le insegnanti. La filosofia è quella del «“gender transformative”: - si legge sulla pagina facebook - trasformare le relazioni di genere inique per promuovere il potere condiviso, il controllo delle risorse, il processo decisionale, e il supporto per l'empowerment delle donne». Tradotto: facilitare lo scambio dei ruoli uomo/donna nel mondo del lavoro, in casa, e nei giochi, nelle sensazioni, fino all'anatomia. Obiettivo: superare e scardinare gli stereotipi di genere.

L'iniziativa ha scatenato reazioni violente e molto diverse tra i genitori e le educatrici di Trieste, arrivando alla polemica politica nazionale con il tweet indignato del segretario federale della Lega Matteo Salvini, e tre interrogazioni parlamentari (Fi, Fdi e Lega). «Il gioco del rispetto promuove il rispetto tra i generi, e non ci vorremmo vergognare dicendolo - si difendono le inventrici -. È ovvio che non parliamo di violenza contro le donne a bambini e bambine. È ovvio che li facciamo giocare rispettando la loro età e la loro innocenza. Infine questo progetto parla di rispetto. Per noi l'educazione al rispetto non dovrebbe spettare solo alle famiglie, ma a tutti».