Boeri e Monguzzi alzano la posta «Divieti in una zona più estesa»

Incontri a raffica con i tecnici e gli avvocati. La squadra di Pisapia studia il contrattacco post sentenza. E lo fa su due piani: su quello legale, per vedere se ci sono cavilli su cui far leva, e su quello politico, per valutare come e quanto si può correggere in corso d'opera la sperimentazione flop. Una cosa è certa: per muoversi non si aspetterà l'udienza di ottobre «per non perdere i vantaggi e gli evidenti benefici per la salute e la qualità della vita dei cittadini milanesi ottenuti grazie ad Area C».
Oggi la giunta si confronterà sull'argomento cercando di correre ai ripari. E lunedì si riunirà la commissione Mobilità. La delibera potrebbe essere riscritta, sistemando il testo ed eliminando la parola «sperimentazione» cercando di salvare in corner il ticket. Ma i punti deboli sono parecchi: innanzitutto sembra non ci siano i tempi tecnici per rimediare e poi non tutti gli assessori sono d'accordo. La squadra arancione si spacca in due fronti anche nell'ultima riunione pre vacanze e c'è chi preferisce rimandare la questione a settembre, passando dal voto del Consiglio comunale. «Cogliamo l'occasione della sospensione di Area C - suggerisce l'assessore Stefano Boeri (nella foto) - per rilanciare sulla mobilità sostenibile con la proposta di una delibera di consiglio su una nuova Area C». Al contrario Pierfrancesco Maran è convinto che verrà confermata l'udienza del Tar e che quindi non sia necessario nessun passo indietro. Anzi, Maran incassa pure la solidarietà degli assessori alla Mobilità di Bologna, Torino, Napoli, Venezia e Firenze: «Non siamo disponibili - scrivono in una nota congiunta -, di fronte a qualche interesse particolare, a fermare un processo di miglioramento della vita nelle nostre città che la maggioranza dei cittadini aspettava da troppi anni». Al di fuori della giunta, il presidente della commissione Mobilità Carlo Monguzzi pensa sia il caso di passare attraverso l'aula del Consiglio e rilancia: «Si può pensare di rafforzare ed estendere Area C». Il Pd cerca di stringere i tempi: «Su Area C - interviene il coordinatore cittadino Francesco Laforgia - il Tar si pronunci in fretta nell'interesse dell'intera collettività». Il centrosinistra è in difficoltà e il presidente lombardo Roberto Formigoni, che è sempre stato poco convinto del provvedimento anti traffico, sostiene che sia «in mora la politica del Comune». La battaglia anti Area C si infittisce anche al di fuori dei confini cittadini. Il sindaco di Basiglio Flavio Cirillo si fa promotore di una class action «per chiedere il risarcimento dei danni subiti dai cittadini. Abbiamo già le oltre 500 adesioni da parte dei cittadini che avevano aderito alla nostra petizione dello scorso inverno».

Commenti

fabio tincati

Ven, 27/07/2012 - 09:31

vorrei sapere di più sugli "evidenti" benefici per la salute(del loro portafoglio) che questo gruppo di "personaggi" ha procurato ai milanesi e su questo referendum "patacca" che continuano a sventolare come una pudica foglia di fico per coprire i loro maneggi. Hanno promesso aria più pulita ci hanno rifilato uno stupido balzello e tutto è rimasto come prima,salvo che chiaramente entra meno gente in centro.Evidentemente pensano che Milano sia una città di vacanze e che la gente vada in centro a passeggiare