Boom di furti al supermercato Spezie e lamette sotto chiave

Dopo lo zafferano, aumenta la lista dei prodotti «sorvegliati speciali» alla cassa. Nel mirino dei ladri ci sono anche cosmetici, parmigiano, alcolici e scatolame

«Per l'acquisto dello zafferano, rivolgersi al banco assistenza clienti. Grazie». Tutto parte da qui, dal supermercato Esselunga di via Losanna: nei suoi 940 metri quadri dedicati alla vendita, a poca distanza dal banco gastronomia, fa capolino lo scaffale delle spezie, compresa quella più preziosa. Cinque euro il prezzo medio per una confezione da quattro bustine, che diventano quasi otto euro per un blister da sei. Ma i blister non sono esposti insieme a pepe, curry e maggiorana: occorre arrivare in cassa e chiederlo come se fosse oro.

Colpa probabilmente di quanto accaduto lo scorso ottobre nel punto vendita di Casatenovo, in provincia di Lecco, quando due giovani rumeni cercarono di scappare con 142 confezioni di zafferano per un valore di 700 euro, prima di essere fermati. «In linea generale il fenomeno dei furti all'interno dei nostri supermercati è in lieve aumento - confermano da Esselunga -. Oltre allo zafferano e ad altri sporadici episodi tra i banchi degli alimentari, gli articoli che spariscono con più facilità sono le lamette da barba, i deodoranti e perfino gli adesivi per dentiere. Per non parlare dei superalcolici».

Teatro delle ultime «imprese» furtive, la zona sud del capoluogo lombardo, con il record di quattro arresti nel weekend del 16 e 17 marzo nelle zone di Mediglia e San Giuliano. E non per forza la crescita del fenomeno deve essere legata al periodo di forte crisi: «Il taccheggiatore privilegia beni che potremmo definire di lusso - fanno sapere da Coop - costosi cosmetici nei supermercati, prodotti Apple negli iper».

Una tendenza confermata da un recente studio condotto dal Centro di Ricerca per il Retail, che classifica al primo posto tra gli articoli più vulnerabili proprio i prodotti tecnologici. Appunti da non sottovalutare anche quelli che riguardano gli esecutori materiali dei «buchi» dagli scaffali: «Sono professionisti, fanno questo di mestiere - spiegano ancora da Coop -. Alcuni anni fa una signora, che si spacciava per disoccupata, è stata colta in flagrante con centinaia di euro di prodotti dimagranti. Gli anziani che hanno fame non rubano, per loro esistono strumenti di supporto diversi».

Concetto ribadito da Mario La Viola, Direttore Marketing Operativo dei Supermercati PAM: «Occorre differenziare tra gli ammanchi generati da episodi isolati e quelli frutto dell'azione di bande organizzate, per lo più straniere». Pezzo «pregiato», in tal senso, è il Parmigiano Reggiano che, spiega La Viola, «viene occultato molto facilmente». Stesso discorso per la frutta e la verdura a libero servizio, ma anche per generi di piccolo taglio come scatolette di tonno e sughi pronti.

Ogni anno l'attività di taccheggio nella sola Milano genera ammanchi per circa 20 milioni di euro, un dato allarmante che solo la «catechizzazione» del personale e una buona tecnologia integrata potranno provare a contrastare nell'immediato futuro un fenomeno in continua espansione.