Il bullismo cresce ancora e l'infanzia chiede aiuto

La Brambilla vuole pubblico e privato alleati per battere la violenza «Dobbiamo creare un nuovo organismo di monitoraggio sui minori»

Elena Gaiardoni

Un assessorato alle politiche infantili che non si occupi solo di merendine ben cotte ma di temi che scottano nelle case, nelle scuole e nelle strade, basti pensare al problema delle telecamere, sì o no?, negli asili per evitare casi di cattiverie sui pargoli. «Milano a misura di bambino» è una frase stravenduta dai sbandieratori di uno stato più evolutivo di una metropoli protesa all'incolumità degli indifesi. Indifesi e necessari: i bambini ci insegnano lo stile di vita «green» e «slow», verde e lento, su cui si sta scommettendo. Sulla questione punta l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione bicamerale all'infanzia, che ha aperto l'altro giorno all'Umanitaria «Gli stati generali dei bambini e dei ragazzi» con la proposta di un welfare in cui pubblico e privato inneschino stretta sinergia. La politica ricomincia dai bisogni dei piccoli, questa la sua nuova energia. «Si tratta - ha spiegato la Brambilla - di innescare contatti più forti tra il mondo politico e tutti gli organismi che si occupano d'infanzia a trecentosessanta gradi al governo di Milano e del Paese, con l'obiettivo a lungo termine di creare un organismo di monitoraggio permanente sul tema».

Dagli asili nido al bullismo, dallo studio di nuove aeree gioco comprensive dei bisogni dei cuccioli ma anche dei loro genitori alla questione della violenza minorile in progressiva crescita: tematiche che si definiscono «infantili» ma che poi concernono il benessere di tutti i cittadini. Coinvolti nel progetto anche Mariastella Gelmini, coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, e Giulio Gallera, assessore all'Inclusione sociale della Regione Lombardia. Nel progetto del welfare anche il professor Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica del Fatebenefratelli, esperto di cyberbullismo e insignito proprio ieri del Cavalierato della Repubblica per il suo impegno coi piccoli pazienti. «In un anno abbiamo registrato 1.030 casi di bullismo, dei quali il 60% riguardano ricatti e altre preoccupanti violenze psicologiche attivate via internet, la rete di rapporti di cui il minore purtroppo si fida».

I milanesi fanno pochi figli: dato negativo per lo sviluppo di un'infanzia che domani si troverà in un mondo stravolto dall'immigrazione prolifica e da una situazione economica di povertà per tante famiglie. Due fattori che portano all'aumento della criminalità minorile, al cui incremento non corrisponde un adeguato sviluppo del discorso giustizia. Grazia Cesaro, presidente della Camera minorile di Milano, rimarca come tutto il capitolo della giustizia minorile viva in una situazione di scarsità di fondi e carenza di organico.

«Dovremmo implementare l'assistenza domiciliare - spiega - e ampliare gli interventi sulle situazioni di fragilità anche oltre i 18 anni. È necessario che attraverso la digitalizzazione il tribunale dei minorenni e quello ordinario abbiano la possibilità di comunicare fra loro. È ovvio che in questo contesto siamo molto preoccupati dal disegno di legge che prevede la soppressione del Tribunale e della Procura dei minori». È negli asili nido che oggi si realizza il bene della civiltà e si fa squadra.