Un business da 30 miliardi all'anno

Dai ristoranti ai bar e ai locali sono oltre 120mila le imprese. Un settore senza crisi

Milano fin dagli anni Ottanta si è imposta come patria della movida tra locali, bar ed eventi. Un luogo magico in cui gli affari si chiudono durante gli aperitivi e le cene di lavoro si trasformano spesso in serate passate a ballare nel club più esclusivi. Una metropoli che non ha paura di spendere e divertirsi. Non a caso la città ha dato i natali al Campari, bitter per eccellenza dell'aperitivo all'italiana, che a Milano si trasforma in apericena più lungo e ricco di finger food. Ma dimenticando il mitico periodo degli yuppies e passando ai dati attuali, si rimane sbalorditi dai numeri prodotti dalla Milano da bere di oggi, che crea ogni anno un business da 30 miliardi di euro.

In Lombardia sono presenti oltre 120mila imprese legate al settore della movida, che pesano il 12,9% del totale italiano; oltre un'attività nazionale su otto si trova nella regione. Di queste, quasi 42 mila hanno sede nel capoluogo meneghino, 17mila a Brescia, quasi 13mila a Bergamo, 9.400 a Varese, 8.400 a Monza e Brianza e quasi 7 mila tra Pavia e Como. La Regione è così facilmente incoronata sede del divertimento italiano, almeno secondo uno studio della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al primo trimestre 2017 e 2016. Un settore, quello del tempo libero, che non sembra conoscere crisi e che in un anno è cresciuto del 2,5% a Sondrio e dello 0,9% a Milano, con rispettivamente 100 e 400 imprese della movida in più. Le due attività più forti a livello di numeri e engagement sono i bar e i ristoranti, che in città sono circa tremila e in tutta la regione sfiorano quota novemila. A Milano ci sono più locali dove bere un drink che dove comprare un giornale (le edicole meneghine sono infatti solo 1.700) o dove acquistare un abito o un accessorio (i negozi di abbigliamento sono solo 3000).

Il divertimento sembra essere uno dei pochi settori che non può fare a meno della sua componente umana e di interazione e che quindi non può essere informatizzato. Ecco perché questa ventata digitale che ha travolto tutti i settori commerciali ha risparmiato, in alcuni tratti, la movida. Sebbene ormai sia possibile ordinare vestiti su internet e leggere le notizie sul tablet, per sorseggiare un bicchiere di vino con i colleghi o gli amici di sempre non basta un semplice click. E per quanto non ci si possa sottrarre al progresso tecnologico che impazza, noi italiani rimarremo sempre il popolo che usa un caffè o un aperitivo come scusa per vedersi o per conoscersi.

La metropoli sempre assetata di cocktail

La famosa Milano da bere è viva più che mai. Quattro sono le zone clou dove sorseggiare un fresco drink rigorosamente alcolico. La più frequentata è sicuramente corso Como con i suoi bar dove non si consuma quasi mai dentro il locale ma rigorosamente fuori, come il Pitbull o il caffè Novecento. Altra zona di punta della vita in città è l'Arco della Pace e il primo tratto di corso Sempione. Qui risiede la patria dell'aperitivo o meglio dell'apericena. I locali offrono per il pre-dinner un immenso buffet di specialità nostrane e non. I più famosi sono il Living, il Deseo e il locale indian fusion BhangraBar. I Navigli sono un'altra zona calda per sorseggiare uno Spritz prima di cena ma restano una meta apprezzata anche in un orario più tardo. Immancabile la zona Moscova con l'ormai storico Cafè Radezky e il bar rivelazione dell'ultimo periodo: il Chinese Box. Per gli amanti delle terrazze il Ceresio7 del brand Dsquared2 e il RadioRoofTop dell'hotel Melià il Duca. Un gin tonic a regola d'arte lo si può consumare dalla Gintoneria di Davide a pochi metri dalla Stazione Centrale. Per sorseggiare un cocktail in tranquillità e in un bellissimo giardino nel cuore della metropoli degni di nota sono il bar dell'hotel Bulgari e quello dell'hotel Palazzo Parigi.

Dal sushi a "Volare" le novità a tavola

Il sushi è una delle pietanze più amate in città anche a scapito del tipico risotto allo zafferano. È trendy, fresco ed esotico. Tantissimi sono i ristoranti in cui si può consumare sia alla carta che con la formula in cui mangi fin che vuoi a un prezzo fisso: all you can eat, gettonati soprattutto per il pranzo. La cucina giapponese si fonde con quella brasiliana per creare gusti più vivaci e decisi nei ristoranti di sushi fushion Temakino e Copacabana. Per i palati sopraffini Sushi B e Finger's Garden offrono dei piatti di pesce crudo gourmet, da provare anche il sushi stellato di Iyo in via Pietro della Francesca. Ma si sa Milano è la città dei contrasti e sul podio delle tendenze in campo culinario non può mancare la cena con piatti tipici nostrani accompagnata da una serata di musica dal vivo. I locali principi nell'intrattenimento sulla scia famosissimo Rigatoni di Formentera sono il Parioli in zona Varesine e lo Chatulle vicino a Corso Sempione. Ristoranti eleganti, con un menù ricercato e un'ottima cantina, che fanno cantare i loro ospiti con le canzoni tipiche della tradizione italiana da Volare di Modugno all'immancabile Tucatuca della Carrà passando per le canzoni neomelodiche. Impossibile non sventolare il tovagliolo, perché nonostante il sushi mangiato con le bacchette siamo italiani quindi «lasciateci cantare perché ne siamo fieri».

Le discoteche dove scatenarsi sotto il Duomo

In Lombardia ci sono più di 230 discoteche, per la maggior parte situate nella notturna Milano. Una tendenza che ha preso molto piede, al di là dei classici disco club, sono i disco bar. Locali che aprono solitamente già in orario aperitivo e accompagnano l'ospite lungo tutta la notte traforandosi prima in cocktail bar e successivamente in discoteca. Tra questi i più frequentati sono il Jazz Cafè che fa anche da ristorante in corso Sempione, il Sio cafè in zona Bicocca e il Loolapaloosa in corso Como.

Le serate in discoteca che attraggono maggiori clienti sono senza dubbio quelle hip hop, sulle tracce di Rihanna o Drake, e ogni discoteca ha il suo appuntamento settimanale dedicato al genere. La storica domenica per l'Old Fashion, il mercoledì per il The Club, il giovedì per il Volt. Una location mozzafiato la offre il Gattopardo, discoteca che è stata aperta nel 2001 all'interno di una chiesa sconsacrata in via Piero della Francesca. Per gli amanti del lusso immancabile un salto all'Armani Privè o al Just Cavalli, club dei due famosissimi brand di moda. Da tenere d'occhio anche l'amatissima serata Flow proposta dal Vibe Room. Senza dimenticare il Byblos, discoteca frequentata non solo dai milanesi ma da tantissimi amanti del mondo della notte di zone limitrofe.

Il vademecum di cosa è "in" e cosa è "out"

Spesso al bar si tende a ordinare per ultimi per cercare di uniformarsi a quello che prenderà il gruppo. A Milano il cocktail che non vi farà fare brutta figura e che è, ormai da tempo, sulla bocca di tutti è il Moscow mule. Un long drink dal sapore quasi piccante che ha al suo interno vodka, ginger beer (una bevanda a base di estratto di zenzero, ndr) e lime. Viene servito solitamente in un boccale di rame, tanto amato dai millennial per il suo essere fotogenico e perfetto da postare sui propri social.

Per deliziare il palato i meneghini si concedono sempre di più le crudité di pesce, è quindi un momento d'oro per ostriche e gamberi rossi purché serviti rigorosamente ghiacciati e accompagnati dalle bollicine. Sempre più presente in toast, insalate e finger food da aperitivo è l'avocado, una vera e propria moda culinaria che sta spopolando e contagiando affamati di tutte le età. Mangiare avocado, oltre ai benefici del frutto stesso, è diventato un vero status symbol e un modo per essere al passo con i tempi.

Per le tendenze musicali ormai da anni si è imposto il genere hip hop come sottofondo dei momenti al bar o in discoteca. Tra i più giovani spopola la trap che vede in Sfera Ebbasta e Ghali due esponenti milanesi del genere, ora all'apice delle classifiche italiane.