Busto Arsizio, smantellata la "vecchia guardia" della droga

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio

Alle prime luci dell’alba, come in ogni operazione contro la criminalità che si rispetti, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio nei confronti di 10 persone (8 italiani e 2 marocchini) responsabili dei reati di traffico di ingenti quantità di sostanze stupefacenti. L’indagine è stata denominata “Vecchia Guardia” per la presenza di alcuni indagati già noti nell’ambiente e ha consentito di far luce sulla presenza in provincia di Varese di ben tre gruppi organizzati dediti all’importazione di ingenti quantità di hashish e marijuana da rivendere all’ingrosso. Il volume di affari è stato stimato in almeno 100 kg di stupefacenti al mese. Grazie ad alcuni intermediari di origine marocchina residenti nell’area di Busto Arsizio e Legnano la droga proveniva dal Marocco ,transitava per la Spagna e veniva successivamente rivenduta all’ingrosso a Varese e Milano.


A supporto delle attività illecite veniva inoltre utilizzato un efficace sistema di cifratura degli sms che consentiva ai criminali di scambiarsi reciprocamente i numeri delle nuove utenze telefoniche, che venivano variate in continuazione così da non poter essere identificati. Semplice e quasi ingegnoso il funzionamento: stabilito precedentemente un codice alfanumerico, ciascun operatore della banda riceveva un sms criptato che una volta decodificato rilevava la nuova utenza telefonica “pulita” da dedicare all’attività criminosa. A due degli odierni indagati è stata anche contestata l’importazione di due ingenti partite di stupefacente dal Marocco risalente agli anni precedenti e rispettivamente di 1190 kg e 750 gk di hashish sequestrati nel 2016 a Legnano e Melegnano. Sono tuttora in corso perquisizioni presso le abitazioni di altri indagati. Tutti i personaggi coinvolti, a quanto pare, continuavano la loro attività di “vecchia guardia” nonostante l’utopica recente legalizzazione della vendita al pubblico di cannabis light.