Calendario Epson: l'arte del paesaggio in 12 foto

Tirato in 800 copie firmate, rappresenta un oggetto di culto ricercato dagli appassionati

Barbara Silbe

Liberatevi dal pregiudizio che una grande azienda debba muoversi e decidere solo in base al profitto. Non è il caso di Epson, multinazionale della tecnologia che dall'inizio del Terzo millennio produce un calendario da collezione affidandosi a un grande fotografo per dare respiro e valore a questa giovane arte. In tiratura limitata a sole 800 copie firmate dall'autore che ogni anno si sceglie di valorizzare, i mesi offrono immagini realizzate con sapienza e precisione, incollando i ritratti prodotti con stampanti, carte fine art ed inchiostri Epson.

Oggi, migliaia di scatti scorrono sulle nostre home page Facebook, in Rete, sui giornali, in tv, sugli smartphone, ma una foto, per vivere e sopravviverci, dev'essere stampata. E in Epson lo hanno capito. Diversi i grandi fotografi che hanno firmato le edizioni precedenti del calendario. Dal 2001: Giorgio Lotti, Franco Fontana, Mario De Biasi, Giovanni Gastel, Mimmo Jodice, Ferdinando Scianna, Gian Paolo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Massimo Vitali, Vittorio Storaro, Gabriele Basilico, Maurizio Galimberti, Stefano Unterthiner, Luca Campigotto, Renato Marcialis e Francesco Radino, in un succedersi di lavori sul paesaggio e artistici di grande valore iconografico.

Il 2017 porta la firma di Andrea Pistolesi, viaggiatore esperto del mondo e fotografo rappresentato dalle agenzie Getty Images e Hemis. Dodici scatti di paesaggio in formato panoramico, testimoni di aree geografiche estreme e luoghi esposti alla forza degli elementi, nei quali l'uomo, seppure non protagonista, riveste anch'esso un ruolo. Pistolesi non ricerca l'estetica fine a se stessa, ma come un moderno esploratore sonda nuovi confini dove i territori da esplorare sono quelli della natura che si esprime in maniera dirompente o quelli in cui l'uomo, quando appare, non è mai una presenza incoerente.

«Ciò che mi affascina nel lavoro di Andrea Pistolesi afferma Massimo Pizzocri, ad di Epson Italia - è il suo modo di leggere il paesaggio. Questo lavoro ci ha posto anche una nuova sfida tecnica che abbiamo volentieri accettato, il formato panoramico, fortemente voluto da Andrea, che ci è sembrata l'unica visione possibile per queste meravigliose immagini».

Pistolesi ha prima lavorato su pellicola nel formato della Hasselblad XPan e poi in digitale con la tecnica di fusione di più immagini. La scelta, partita da oltre 120 scatti, è giunta alle 12 immagini finali, dopo una complessa selezione che ha tenuto conto di numerosi criteri formali come contenuto, coerenza, taglio sino, non ultimo, al gusto personale. Un vero oggetto di culto per gli amanti del genere.