Call center, rivista e un sito on line per le escort da mille euro a notte

C’erano annunci molto espliciti che nulla lasciavano all’immaginazione. E altri più sobri: «Cinese, ragazza simpaticissima, giovane, 23 anni, bella, per massaggi, molto brava». Altri puntavano sulle conseguenze di un lavoro snervante: «Dopo una giornata di stress, entrerai nel posto più dolce, piccante e accogliente della città...Sei nel centro tutta panna. Body massage estremo e tecniche super rilassanti, tutto eseguito a due o a quattro mani...ambiente riservato e tranquillo, no portineria». Altri sull’erotismo ludico: «Novità, bellissima brasiliana, appena arrivata, dolce giocattolino, anche giochini con attrezzi, da usare tutti e due. Lunghi preliminari fino alla fine, baci alla francese. Zona piazza Piola». Oppure sul fattore tic tac, tempi stretti. «Finalmente, per pochi giorni, a Milano. pornodiva brasiliana senza tabù. Anche coppie». Senza dimenticare il grande, grandissimo richiamo dei transessuali. E via di seguito. Il tutto accompagnato dal numero telefonico o, comunque, di un’utenza cellulare. Così, quando i carabinieri della terza sezione del nucleo investigavo del comando provinciale sono andati a controllare hanno potuto constatare che le indicazioni fornite dalla rivista «Sexy bar chiamami» (tiratura: 15mila copie mensili) erano precise e accurate. Annunci come questi sulla pubblicazione realizzata in via Settembrini, a due passi dalla stazione Centrale, ce n’erano a bizzeffe. Così come sul sito www.eurochiamami.it. Dove, attraverso testi senza vergogna e immagini altrettanto eloquenti, prostitute e sfruttatori richiamavano i clienti. Tutto grazie alla mediazione della società editrice sequestrata ieri mattina dall’Arma, la società editrice «Mav Production& Communication» del 45enne Domenico S. I cui 12 collaboratori, segretarie comprese, erano veri e propri procacciatori d’affari. Erano loro stessi, infatti, in un vero e proprio «call center» a prendere contatti con le prostitute al telefono, a proporsi come consulenti, a scrivere i testi degli annunci sexy quindi a concordare a tavolino quali fotografie mostrare ai clienti per rendere più allettante l’offerta. Il tutto per un minimo di 250 euro ad annuncio (ma si poteva arrivare anche a mille euro) sui quali gli «agenti» percepivano una percentuale.
Dopo un’indagine iniziata nel luglio 2010 e coordinata dal pm Adriano Scudieri ieri i militari milanesi oltre a sequestrare la società editrice e la sua sede di via Settembrini, hanno chiuso sia la rivista e oscurato il sito. In questi mesi, tra Milano, Parabiago, Rozzano, Paderno Dugnano, Bonate di Sotto (Bergamo), Varese, Rivolta d’Adda (Cremona), Castelvetro Piacentino, Arezzo, Roma e Reggio Calabria, gli investigatori hanno arrestato 17 persone, indagandone a piede libero altre 24, tra cui il fondatore della «Mav» e le sue due segretarie ai quali sono stati sequestrati anche i conti bancari. In manette sono finite prostitute e transessuali cinesi e sudamericani che favorivano la prostituzione di loro connazionali, quindi sono state sequestrate le abitazioni dove vivevano ed «esercitavano» e, nelle quali, sono stati ritrovati 14mila euro.