Camila Raznovich: "Bimbi iper protetti, la vita è anche scomoda"

Camila Raznovich, conduttrice tv, è il volto di «Alle falde del Kilimangiaro» su Rai 3, scrittrice, è tornata a vivere a Milano. Ha due figlie e firma il blog «M'ammazza». Cosa ne pensa dell'iniziativa lanciata dal Piemonte, che sta prendendo piede anche a Milano, di portare il pasto da casa?

«Penso che vada bene, mi sembra una cosa tutto sommato semplice da organizzare, anche se la tendenza è a complicare sempre tutto. Basta fare una riunione tra i genitori interessati e il preside ed è finita. Per altro è un'abitudine diffusa in tutto il mondo, per esempio in Australia o nelle scuole steineriane. Per me che lavoro e ho due figlie, vige la regola della sopravvivenza e del buon senso».

Cioè?

«È una questione di priorità: lavoro appunto, ci tengo molto a portare e a prendere le mie figlie a scuola, ma nel frattempo ho degli appuntamenti: ecco il pranzo da casa, dal momento che esiste la refezione scolastica, per me non lo è. Mi ricordo perfettamente da bambina, quando frequentavo la scuola di via Ruffini, che il cibo non piaceva a nessuno».

Non le interessa l'alimentazione delle sue figlie?

«Sì che mi interessa, e cerco di cucinare al meglio a casa, ma a scuola si mangia quello che c'è. Fa parte della vita, che è anche scomoda. E devo dire che siamo sopravvissuti tutti alle mense scolastiche, credo quindi che sopravviveranno anche le mie figlie. Un conto sono questioni di salute o mediche, un conto la pasta scotta della scuola».

Riassumendo...

«Io sono per il principio del vivi e lascia vivere, credo cioè che le scuole debbano dare la possibilità di scegliere. Poi non sono d'accordo, trovo che i nostri figli siano iper protetti, che le maestre ormai ci pensano quattro volte prima di sgridare gli alunni per evitare le lamentele o peggio le ritorsioni dei genitori. Proprio da quando le mie figlie, di 6 e 9 anni frequentano la scuola, rivaluto mia mamma che non sapeva nemmeno che liceo frequentassi!»

Qui siamo all'esatto opposto...

«Ribadisco: credo che faccia parte della vita anche mangiare la pasta scotta o il pesce colloso, che come mi ha detto oggi mia figlia è proprio cattivo. Ma va bene, impareranno ad affinare il gusto, a distinguere cosa piace loro e cosa no, come si possano inventare ricette e preparare piatti in maniere differenti. Il pesce della scuola sarà cattivo e quello della mamma sarà buono, ma la scomodità fa parte della vita e se i bambini hanno fame mangiare quello che c'è, anche il pranzo della mensa. Per me l'educazione è anche questo».