Candidati alle Europee Nel centrodestra Ncd ha paura di sparire

Due mesi alle elezioni europee e molto meno (il 19 aprile) alla presentazione della liste per quello che diventa il primo test decisivo per dare un volto alla politica italiana dopo il big bang del centrodestra con la diaspora di Ncd e la rinascita di Fi. Con l'irrompere del ciclone Matteo Renzi a cui i «berlusconiani» vogliono dare un'immediata risposta a suon di preferenze e una Lega appesa a uno sbarramento fissato al 4 per cento non così facile da scavalcare.
Ecco perché è già partita la caccia agli acchiappavoti, visto che le europee sono elezioni in cui a contare è ancora la preferenza. E allora Fi sfida i giudici chiedendo di poter candidare il suo leader Silvio Berlusconi in tutti e cinque i collegi. Si vedrà, ma di certo c'è che a correre doviìunque sarà il consigliere politico Giovanni Toti. Per la circoscrizione Nord-Ovest a comparire sono il nome illustre dell'oggi ad del Milan Barbara Berlusconi e quello di un big come Claudio Scajola dopo il suo proscioglimento dal pasticcio della casa vista Colosseo. Per i 4-5 posti che toccheranno a Fi se la giocherà il trio di eurodeputate uscenti Licia Ronzulli (più appoggiata dal partito), Lara Comi e Susy De Martini. Esperienza probabilmente finita, invece, per Iva Zanicchi. Buon cacciatore di preferenze è Alberto Cirio, assessore all'Istruzione della Regione Piemonte, sembra scontata la rinuncia dell'ex coordinatore regionale Mario Mantovani che rimarrà vice governatore della Lombardia con la pesante delega alla Salute. Il volto nuovo potrebbe essere l'ex assessore regionale Stefano Maullu, ex ad e oggi nel cda della Tangenziale esterna che avrà la meglio sul sindaco di Paderno Dugnano, il mantovaniano Marco Alparone.
In casa Nuovo centrodestra, invece, Angelino Alfano sa di giocarsi la partita della vita. Rimanere sotto il 4 per cento o appena sopra potrebbe voler dire far morire già nella culla il nuovo partito, mettendo nei guai anche il governo Renzi appoggiato con deputati che i voti li hanno presi con il simbolo del Pdl e la faccia di Berlusconi. E così la speranza è di convincere un usato sicuro come Roberto Formigoni che agli ambasciatori risposto: «Me lo dovranno chiedere in ginocchio». Indisponibili il ministro Maurizio Lupi (che punta a diventare sindaco di Milano) e Raffaello Vignali, poco affidabile Sergio Pizzolante in Emilia Romagna, per raccogliere i voti dei ciellini non resta che il «Celeste». Al cui fianco potrebbe esserci il nemico di sempre Gabriele Albertini, atterrato tra gli «alfaniani» dopo le deludenti comparsate con la Scelta civica di Mario Monti e i Popolari per l'Europa dell'ex delfino formigoniano Mario Mauro. Ma a scalpitare ci sono anche il consigliere regionale Luca Del Gobbo eletto nel 2002 sindaco di Magenta con il 54 per cento dei voti, ma papabile per un posto da assessore nel rimpasto in Regione, il capogruppo Mauro Parolini, il presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini e l'imprenditore Pierantonio Bonacina. In Liguria entrerà uno tra Luigi Grillo ed Eugenio Minasso.
Nella Lega il capolista sarà il segretario Matteo Salvini. Improbabile un ripescaggio dell'ex presidente del consiglio regionale Davide Boni la cui vicenda giudiziaria potrebbe essere archiviata su richiesta del pm, possibile la candidatura del professore antieuro Claudio Borghi Aquilini. Un posto andrà a Mario Borghezio che deve raccogliere i voti del Piemonte visto che Roberto Cota non ci sarà, sembra che Salvini voglia candidare un consigliere regionale della Lombardia.