«Il candidato sindaco? Scelta di Salvini e Lega Milano si può fidare»

Il capogruppo milanese attacca su sicurezza e periferie. La sinistra fa finta di non vedere

Alessandro Morelli, capogruppo milanese e deputato della Lega, per voi un voto trionfale, no?

«A livello nazionale siamo molto felici del risultato, ottenuto da Matteo Salvini. Noi siamo dei solo dei militanti».

Ma a Milano, nonostante la crescita, il risultato è ancora inferiore alle attese?

«Intanto guadagnare dieci punti in un anno è un risultato che sarebbe stato impensabile. Però da un po' di tempo lavoriamo per far crescere il partito, e per far sì che Milano torni a guardare al futuro. Ora ci sono i tagliatori di nastri».

Ma c'è una cosa fatta da Sala, o anche da Pisapia, che le è piaciuta in questi anni?

«Bella domanda. Direi la scelta di proseguire la M4, che da alcune frange della sinistra era osteggiata. Abbiamo portato a casa un risultato che era quello individuato dalla giunta Moratti in uno dei suoi ultimi voti. Io, da presidente della commissione trasporti mi sono attivato per Milano, senza guardare al colore dell'inquilino del palazzo».

Sulle Olimpiadi c'è intesa?

«Abbiamo rischiato di perdere il treno Olimpiadi, c'è stata un po' di tensione, poi Giorgetti ha rimesso tutto a posto».

Anche i vostri alleati grillini hanno fatto confusione?

«Sì e c'è stato un eccesso di protagonismo dei sindaci, poi abbiamo messo tutto a posto ma il rischio era alto».

La giunta e i Navigli...

«Altro esempio di fuffanteria di cui sono campioni. Mi sarei aspettato di andare a votare un referendum che è stato il sindaco, non io, a lanciare. Eppure il progetto pare inesistente: è servito solo ad avere visibilità. Cosa abbiamo in mano? Una brutta idea di cinque vasconi che non fanno altro che intralciare la viabilità».

Sicurezza, periferie: ci sono temi su cui non ci sono dubbi che siete all'attacco.

«Si può aggiungere anche Area B o l'aumento del biglietto Atm in una fase in cui ogni settimana c'è un incidente. Sicurezza e periferie: la sinistra è molto attenta al centro ma fa finta di non vedere che c'è un enorme problema di integrazione e convivenza fra i nostri anziani, che hanno visto i figli costretti a scappare dalla città, e giovani immigrati».

Loro hanno trascurato le periferie, possibile che la Lega debba rinnovarsi per convincere nuovi mondo e interlocutori. Ne parla il vostro consigliere Senna.

«Indubbiamente. Ma i ruoli che molti di noi hanno oggi permettono di essere interlocutori di mondi che prima erano molto distanti. Ci sono temi rilevanti su cui spingere».

Per esempio?

«L'innovazione tecnologica. Milano è all'avanguardia per merito dei privati. Ma alla vigilia del voto è andato in blocco il sistema comunale e non si potevano fare le tessere elettorali. Questo è uno scandalo. Milano dovrebbe essere una punta di diamante. Meno parole e più fatti per favore».

C'è il rischio che una Milano europeista, delle imprese e delle università, diffidi della Lega anti-Europa?

«Di sicuro c'è un gap sul quale dobbiamo recuperare. Noi stiamo portando avanti iniziative e risultati, e siamo quelli di City life, Porta Nuova. Ora c'è diffidenza, vero, non è fondata sui fatti. Io ero assessore con Moratti, abbiamo messo radici che hanno dato frutti».

Vede ancora un centrodestra unito? O la Lega sola?

«No, dobbiamo continuare il percorso di buona amministrazione portato avanti in tanti Comuni e in Regione . Con molti amministratori di Fi poi c'è un rapporto di collaborazione che viene da lontano».

Vede difficoltà di Fi?

«Potrebbero giovarci ma spero che possa riprenderci magari puntando con la Lega anche a quei mondi, perché è certo che vincono delle coalizioni larghe, con valori in comune».

Il candidato sindaco? Chi? Un politico? Scelto come?

«Ci sono due anni. Non è il momento dei nomi. Io non penso debba avere Alberto Da Giussano sul bavero, ma che debba essere proposto e promosso dalla Lega. Le primarie? Problemi non ne ho, ma le nostre sono le elezioni e Salvini ha dimostrato di avere le capacità per scegliere il candidato giusti».