Caos e violenza, la città in ostaggio

Corteo di studenti e no global, imbrattati banche e negozi. Assalto a colpi di pietre a un'agenzia interinale

Dopo le manifestazioni del 25 Aprile, il presidio degli «antifascisti» contro la commemorazione di Ramelli il 29, la città è rimasta ieri nuovamente paralizzata dalle proteste degli studenti «No Expo». Con l'inevitabile alto tributo in termini di caos, traffico bloccato, mezzi pubblici deviati, imbrattamenti e vandalismi. Vista anche la prima apparizione dei black bloc, una ventina di incapucciati che hanno dato l'assalto a una società di lavoro interinale. Venendo però respinti dagli stessi centri sociali. Mentre altri antagonisti stranieri venivano intercettati dalle forze dell'ordine e nuovi covi anarchici perquisiti, con denunce, arresti e sequestri di armi improprie. Tutto in vista di un 1° maggio di tensione, tanto che al corteo è stato negato l'accesso in Duomo.

Dunque oggi si inaugura Expo, con tutto il carico di paure. I primi due appuntamenti, 25 Aprile e commemorazioni per la morte di Sergio Ramelli, ucciso da Avanguardia Operaia nel '75, sono filati via come l'olio. Ieri terza tappa della «via crucis». Molto temuta, si prevedeva almeno 3mila persone invece, al momento della partenza da Cairoli, i manifestanti erano si e no 800 persone. Dopo aver appeso striscioni su Expo Gate e sulla statua di Garibaldi, i ragazzi hanno iniziato a sfilare e già in via Broletto i primi imbrattamenti contro la sede dell'Enel. Vandalismi poi ripetuti contro banche e uffici compreso il consolato turco, attaccato a colpi di bombe carta.

Fra slogan, fumogeni, petardi e lo strombettare esasperato degli automobilisti bloccati nel traffico, il corteo è arrivato in viale Majno dove un gruppetto di incapucciati ha assaltato la sede di Manpower, società di lavoro interinale, cercando di sfondare le vetrate e strappare le inferriate. Ma prima che arrivasse la polizia sono interventi Cantiere, Zam e Lambretta riportando a calci e pugni i black bloc nel corteo. Ancora pochi metri poi sono stati accolti da un signore in completo blu affacciato alla finestra da cui pendeva il tricolore. Sono partiti urla, insulti e uova, ricevuti con olimpica indifferenza.

Difficile però che uno scenario analogo possa ripetersi anche domani, quando scenderanno in strada centinaia di «black», già in arrivo da altre città piazze italiane ed europee. Come l'inglese e i tre francesi fermati l'altra sera dai carabinieri in un'auto piena di materiale per confezionare molotov. O i tre tedeschi bloccati dalla polizia con 58 bombolette di vernice e uno spray urticante vietato. La Digos è ieri mattina intervenuta in via Bobbio dove i residenti avevano segnalato strani rumori da una casa occupata. Al momento dell'irruzione l'alloggio era vuoto, anche se con segni di un recente passaggio. In un appartamento di via De Pedris, nel vicino circolo anarchico «La Mandragola» e nella sede di Radiocane sono stati trovati bastoni, mazze, coltelli, fionde e martelli. Tre spagnole e quattro italiani sono stati denunciati per resistenza, un'italia particolarmente focosa invece arrestata. Infine i tre tedeschi fermati due volte in un alloggi occupati di via Odazio: la prima volta la magistratura ha negato l'espulsione immediata, la seconda l'ha accolta e ieri sono stati accompagnati alla frontiera.

Tutto per cercare di intercettare i violenti pronti a partecipare al corteo del 1° Maggio. A cui, come detto, parteciperà il «meglio» del movimento antagonista italiano ed europeo. E se finora le manifestazioni sono andate in porto senza grossi drammi, oggi la situazione potrebbe precipitare. Per questo il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica ha vietato il passaggio in Duomo. Il corteo doveva partire alle 14 da piazza XXIV maggio, attraversare il centro e concludersi in Cairoli. Invece dovrà accontentarsi di sfilare lungo la cerchia dei Navigli e finire in Cadorna. Per ragioni di sicurezza la stazione della metropolitana di «Pagano» (linea rossa, la 1) sarà chiusa dalle 14 fino alla fine del servizio.