Il cardinale Scola «Perso il senso della differenza sessuale»

Duomo stracolmo e una marea di giovani alla messa per don Giussani celebrata martedì sera dal cardinale Scola nel nono anniversario della morte del sacerdote fondatore di Cl. E l'arcivescovo alla fine della celebrazione affronta un tema di grande attualità, l'importanza dell'educazione, in un momento di confusione in cui «l'uomo post-moderno» è soggetto alla «tentazione» di rimanere disperso nei propri pensieri. Scola parla di «smarrimento circa i fondamentali del vivere, che cosa sia l'amore, che cosa sia la differenza sessuale, che cosa vuol dire procreare ed educare». Un discorso che tra le navate evoca la scomparsa delle parole madre e padre dai moduli per gli asili, voluta dalla giunta Pisapia e contestata con forza da centrodestra e Lega in consiglio regionale.
Lo sconvolgimento è grande anche perché la perdita dei «fondamentali» secondo Scola investe come a catena molti altri campi della vita, non si capisce più «perché si debba lavorare, perché una società civile plurale possa essere più ricca di una società monolitica, come poterci incontrare per edificare vita buona, come rinnovare la finanza e l'economia...». E tanto altro ancora.
In questo contesto «il genio» e «la passione educativa» di don Giussani, dice Scola, hanno molto da dire e da ispirare. «L'educazione» è il cuore dell'impegno proposto ai giovani in un momento di confusione così grande. Una tappa importante dell'avventura di don Giussani fu la cattedra di religione al liceo classico Berchet, tra il 1954 al 1967, seguita dall'impegno di prof alla Cattolica. Parlare è fondamentale: «L'uomo di oggi cerca, anche quando si ribella nei confronti di Dio, cerca incessantemente e affannosamente».
Pochi i politici e i volti noti. Si vedono il presidente del consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, lo storico leader di Cl, Giancarlo Cesana, il presidente della Compagnia delle Opere, Bernard Scholz. Ma a colpire sono migliaia di persone comuni arrivate per don Giussani, morto a Milano il 22 febbraio del 2005. La Messa era dedicata alla Fraternità di Comunione e liberazione, il cui riconoscimento pontificio è avvenuto l'11 febbraio di 32 anni fa. A concelebrare don Julian Carron, il successore di don Giussani alla guida del movimento.