«Il casco non basta, più sicurezza sulla neve»

L'associazione chiede una legge per proteggere i bambini sugli sci

Maria SorbiDue anni fa la piccola Matilde, tre anni appena, rimase vittima di un tragico incidente sulle piste da sci a Gressoney. Fu travolta da un 17enne che scendeva a forte velocità e che la investì nei pressi di un dosso.I genitori della bimba hanno piano piano trovato la forza di trasformare il dolore in un progetto costruttivo perché mai più accadano tragedie del genere. È nata così la onlus Il Sorriso di Matilde. L'associazione vuole promuovere la sicurezza sulle piste da sci e punta a colmare quel vuoto legislativo che, paradossalmente, non obbliga gli sciatori a studiare «il codice delle piste», né detta regole per, ad esempio, imbottire i pali degli impianti ed evitare incidenti. Insomma, ad oggi, pare che una delle uniche norme di sicurezza sulla neve per i bambini sia l'obbligo del caschetto protettivo. Stop. Troppo poco perché i bambini possano sciare senza correre pericoli. La squadra del Sorriso di Matilde, assieme al campione Kristian Ghedina, che si è prestato come testimonial, ha inventato il «Safely fun tour». Una serie di incontri sulle piste per fare lezione di sicurezza ai genitori dei bimbi delle scuole di sci. Dopo Cortina, il Tonale, Ponte di Legno, San Domenico, il prossimo appuntamento sarà il 9 aprile a Madonna di Campiglio. La onlus organizza momenti di gioco per i piccoli sciatori, gare di discesa e incontri per spiegare come leggere i cartelli della segnaletica sulle piste. E contemporaneamente lavora a un disegno di legge perché le norme siano più fitte, entrino in vigore in tutti i comprensori sciistici e siano affiancate da sanzioni per chi non rispetta le regole (ad esempio multe o il ritiro dello skipass). «Ad oggi la legge è molto generica - spiegano all'associazione - e, soprattutto, non contiene disposizioni chiare e precise che stabiliscano doveri e responsabilità. La conseguenza è che, quando si verificano incidenti, l'unica regola che viene utilizzata nei processi è quella (non scritta) che fa riferimento alla diligenza dell'uomo medio con risultati interpretativi molto vari e imprevedibili». Per mettere a punto un testo completo e rendere le piste realmente sicure, lo staff del Sorriso di Matilde ha preso spunto dalla normativa della Provincia di Trento, «molto avanzata in questa materia», che indica con puntualità i doveri dello «sciatore responsabile». Le cose da fare sono parecchie.E, ricordando il bel sorriso pulito di Matilde, ci si dedica anche alla solidarietà. La onlus è riuscita a finanziare l'allestimento allegorico del nuovo reparto pediatrico dell'ospedale Niguarda ed è stato donato a un bimbo un ciclo di terapia con first step method a Tel Aviv. È allo studio anche l'acquisto di para-schiena da dare ai bimbi sulle piste assieme alle attrezzature a noleggio, in collaborazione con le scuole di sci.