Il caso Charlie Hebdo, in scena il "processo"

Il procuratore Siciliano e il legale Ambrosoli a confronto. Dal pubblico in sala il verdetto

Per la serie la «Storia a processo», va in scena «Il caso Charlie Hebdo: colpevole o innocente?». Benvenuti di nuovo in quel teatro che si vuole occupare, si occupa anche della storia e della attualità, il Manzoni di Milano. Nuovo appuntamento con il ciclo curato da Elisa Greco, con uno dei casi che negli ultimi tempi ha sconvolto il mondo, l'assalto terroristico parigino. Il 7 gennaio 2015, attorno alle ore 11.30, un commando di due uomini armati con fucili d'assalto Kalashnikov fece irruzione nei locali della sede del giornale, durante la riunione settimanale satirico, sparando sui presenti. Furono uccise dodici persone, e due poliziotti; altre quattro persone della redazione rimasero ferite.

L'appuntamento con la pièce è per lunedì, alle ore 20,45. Si tratta del quarto appuntamento della nuova stagione di questo format che continua a riscuotere grande successo facendo registrare il sold out sia nell'edizione milanese sia in quella romana.

Ancora una volta sull'onda dell'attualità ecco appunto il caso Charlie Hebdo dove tra le tesi dell'accusa e della difesa si aprirà un dialogo serrato e quanto mai incisivo. Charlie Hebdo oltre la satira o libertà di satira? A reggere il dibattimento processuale sarà la Corte presieduta dal presidente della giunta milanese dell'Associazione nazionale magistrati Mauro Gallina giudice della settima sezione penale del Tribunale di Milano, mentre a sostenere le tesi accusatorie nel ruolo di pubblico ministero interverrà il procuratore aggiunto presso la procura milanese Tiziana Siciliano col noto avvocato Umberto Ambrosoli, quale legale difensore, impegnato a far valere le ragioni della difesa: «Con questo confronto - sottolinea l'autrice Greco sul palcoscenico insieme agli interpreti ho scelto di porre l'accento, partendo dalle note vicende, sul ruolo che la satira riveste nel convivere sociale. Esiste un confine oltre al quale la satira non è più satira, ma qualcos'altro che entra in rotta di collisione con le libertà altrui. E noi quale ruolo dovremmo assumere?».

A rappresentare le ragioni della satira e quindi nella parte del casus belli il giornalista Massimo Cirri, conduttore e inconfondibile voce ironica della trasmissione Caterpillar su RadioRai2 con la scrittrice, conduttrice e giornalista satirica Lia Celi e l'avvocato Francesco Isolabella quali testimoni della linea difensiva mentre al noto professor Giorgio Simonelli, docente di Storia della televisione e del giornalismo televisivo dell'Università Cattolica e alla giornalista Marianna Aprile il compito di sostenere con la loro testimonianza la linea accusatoria. Al termine, come sempre, al pubblico in sala, nel ruolo di giuria popolare, il verdetto.