Il Castello? L'emergenza è Cadorna

Sulla pedonalizzazione di piazza Castello la giunta non molla. Ci sono oltre 1.500 firme di residenti e commercianti che chiedono di bloccare tutto per evitare il caos e un danno alle attività. Ci sono 200 emendamenti già depositati dal centrodestra nel Consiglio di Zona 1, chiamato a votare domani le linee guida alla giunta sul progetto al via dal primo maggio. «Siamo disposti al massimo ad accettare un'isola pedonale nel weekend, ma bloccare le auto dal lunedì al venerdì è una scelta ideologica che non fa il bene della città» avverte il capogruppo di Fi nel Parlamentino, Filippo Jarach. Soprattutto, c'è uno studio preparato dai tecnici dell'Amat che analizza l'impatto sul traffico e non lascia scampo: le previsioni più generose descrivono auto incolonnate, effetto imbuto in via Cusani e su Foro Bonaparte, paralisi dei mezzi Atm lungo la direttrice che va da Cadorna al teatro Strehler e - di conseguenza - nel resto del centro storico.
L'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, papà della rivoluzione in vista, alle critiche continua a replicare che il Comune è «pronto a correggere il tiro strada facendo. Partiremo in modo morbido». Già, ma morbido non significa a costo zero. Tanto per cominciare, Amat ha rimarcato che le soluzioni per «tamponare» il caos e lo spostamento delle linee Atm comporterebbero la modifica della pista ciclabile Duomo-Sempione, quella che permetterà di raggiungere in bici il sito Expo pedalando dal centro. Come si combina con la gara d'appalto già aperta e prossima all'assegnazione. Ogni correzione al progetto esecutivo rischia di allungare i termini e mancare l'obiettivo 2015.
Per partire «in modo morbido» l'assessore sceglierà di investire sugli straordinari ai vigili da piazzare agli incroci o sulla nuova semaforizzazione? Anche proteggere le corsie dei tram che viaggiano lungo largo Beltrami può avvenire con soluzioni più o meno «morbide», ma certo non a costo zero. E se il test non funziona? In caso di flop, non basterà dire: “avevamo scherzato”. I milanesi che stanno scoprendo in questi giorni le cifre della nuova stangata Tasi chiederanno conto degli sprechi. In tempi di bilanci in rosso, invece di sperimentare blocchi di dubbia utilità sarebbe meglio investire su emergenze evidenti. Vedi - restando in area - l'abbandono dei giardinetti di piazzale Cadorna, dove si assiste di giorno e di sera a bivacchi. Un'area disordinata ma che è il secondo biglietto da visita della città dopo la Centrale, visto che migliaia di turisti arrivano a Milano con il Malpensa Express. In stazione, servirebbe un investimento (almeno) sui controlli: pendolari e visitatori sono assediati dagli abusivi, le pareti sono imbrattate dai writers.
Forza Italia in Comune ha depositato giovedì scorso una mozione urgente per chiedere alla giunta Pisapia di fare dietrofront sulla chiusura di piazza Castello. Il capogruppo Fabrizio De Pasquale e il consigliere Alan Rizzi chiedono di non limitare il traffico, «piuttosto lo facciano soltanto la domenica» e se l'idea di Maran è di creare una grande piattaforma per gli eventi, gli ricordano che «esiste già piazza del Cannone, sfruttabile meglio senza costi aggiuntivi». E rimarcano «quanto senso abbia spendere ancora sulle iniziative per il centro, anche le periferie hanno bisogno di un segno di attenzione». Piazza Castello, insiste De Pasquale, «non ha bisogno di restyling, piuttosto si sistemi via Lamarmora o piazzale Cadorna, una delle porte d'ingresso ormai abbandonata ai barboni».