Cede una vasca, nel terreno 4mila litri di solventi

Quattromila litri di liquido altamente tossico che sprofondano nel terreno. In un’aera, peraltro, già contaminata. Il tutto in pieno centro città, e con rischi - spiegano i tecnici dell’Arpa - per la falda acquifera.
Via Carlo Bazzi, a poche centinaia di metri dall’università Bocconi. Alla ex «Arturo Lorenzi», azienda specializzata in cromatura e nichelatura dei metalli e attualmente sotto sequestro giudiziario per presunte irregolarità legate proprio allo smaltimento di sostanze inquinanti, si danneggia una delle vasche destinate ai bagni galvanici. È lo stesso titolare della Lorenzi a denunciare mercoledì lo sversamento nel terreno di circa 4mila litri di fluido contaminato da cromo esavalente. Un composto estremamente tossico, che può avere effetti cancerogeni. Sul posto intervengono la polizia locale, i vigili del fuoco e il personale dell’Arpa per mettere in sicurezza l’area, che - in ogni caso - dovrà essere sottoposta a bonifica. Nei prossimi giorni, infatti, verranno effettuati i campionamenti dei terreni e delle acque, per verificare se un terreno già inquinato sia stato ulteriormente contaminato. Il rischio è che il cromo sia arrivato fino alla falda.
Il pubblico ministero Angelo Renna ha aperto un fascicolo - al momento a carico di ignoti - per chiarire le cause dello sversamento e individuare le eventuali responsabilità.