Un centro per curare i «tossici» del web

Web: wirus-endemico-bestiale. La videodipendenza preoccupa gli psichiatri, al punto che in gruppo aprono a Milano il primo centro nazionale privato per un passo decisivo nell’individuazione della diagnosi, della terapia e soprattutto nello studio di un virus tanto subdolo da scriverlo anche con la doppia «v». Esc Team: il nome del centro. Esc come il tasto del computer che invita ad uscire. Due sedi ambulatoriali, una in via Monte Bianco 8 e l’altra in Foro Bonaparte 42, un punto di ricovero nella clinica Le Betulle vicino a Como, una collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e un incontro pubblico il 27 giugno.
Siti porno, videogiochi, scommesse on-line, social network: sono le voci ammalianti e mortali delle Sirene di Ulisse che colpiscono gli adolescenti, la fascia d’età dai 30 ai 40 anni, le persone dopo il pensionamento. Come si riconosce la webtossicosi? «Non dal numero d’ore passate davanti al video - specifica lo psichiatra Paolo Giovannelli, uno dei fondatori dell’Esc Team -. C’è chi sta sulla tastiera una giornata ma poi non vede l’ora d’andarsene. Chi invece vive il pc o il tablet come realtà in cui isolarsi e diventa irritabile fino alla crisi d’ira se gli viene tolto, chi sta sulle scommesse tutta notte e non va a scuola o al lavoro sprofondando in una condizione ansioso-depressiva se non è lì, è a rischio».
All’uscita dell’Ipad 3 gli psichiatri del centro milanese, già operativo anche se verrà inaugurato in autunno, hanno condotto uno studio tra gli appassionati, rilevando che almeno il 50% di essi è a rischio dipendenza ma solo il 21% ne ha una briciola di consapevolezza. Un’altra ricerca è stata condotta su 400 studenti dell’istituto «Lagrange» a Quarto Oggiaro. Docente di Tecniche riabilitative psichiatriche all’Università degli Studi milanese, Paolo Giovannelli sta mettendo in piedi un progetto di ricerca coi SerT, specializzati nelle dipendenze da sostanze, e con i Cps, i centri psichiatrici. «E’ un’intossicazione in crescita che richiede una competenza unica. Se scatena i sintomi di tutte le altre, non s’affronta con lo stesso metodo, ovvero la psicoterapia, perché genera una modificazione della mente, fattore non rilevabile nella dipendenza da cocaina o eroina». Fino ad ora si è parlato d’intelligenza umana narrativa, adesso in una persona schiava del tablet si può sviluppare una mente multitasking. «Chi è cresciuto sui libri e sulla scrittura ha una mente narrativa, chi sul pc può presentare una mente multitasking, veloce, portata a compiere più operazioni nello stesso tempo, ma impulsiva, emotiva e incapace di riflettere, di mettere in relazione narrativa le operazioni che è in grado di fare. Se la mente narrativa può accedere ad un’intelligenza multitasking, il processo contrario è difficoltoso».
Film fantascientifici mostrano l’uomo automa: forse ci siamo in mezzo. Come premere il tasto Esc? «Bisogna intervenire con una tecnica di tipo esperienziale, costringendo il soggetto a stare in piedi davanti al computer, ad esempio. La terapia basata sulla parola non funziona, perché questi tossici parlano molto: per loro la parola non è espressione ma evacuazione. Quindi è necessario intervenire sul corpo, restituendogli il ruolo di principale mediatore relazionale».