Il centro fra delusi e nostalgici torna nell'orbita di Forza Italia

Nostalgia e disorientamento. Il centro si guarda attorno e vede due prospettive sole: diventare un cespuglietto che dona sangue e voti al Pd o tornare a ragionare col centrodestra. E dopo il chiacchiericcio, nella galassia dei partiti centristi reduci da una (sfortunata) corsa solitaria alle Europee, disagi e i rimpianti emergono pubblicamente e si torna a guardare a Forza Italia.
Un'alleanza tra soggetti diversi, una fusione, un «contro-esodo individuale»; cosa succederà fra poco è tutto da vedere. Quel che è certo è che la diaspora sta per finire e la calamita dei due poli ha ripreso a funzionare e lo farà con sempre maggior forza in vista delle imminenti scadenze elettorali. Il coordinatore regionale Ncd Alessandro Colucci, guardando anche alle Comunali 2016, fa sapere che assiste «con soddisfazione al nuovo corso di Forza Italia» e che intende rilanciare «anche in Lombardia una Costituente dei Popolari». Anche se avverte: «Va compiuta una scelta di campo netta: o si sta nella grande tradizione popolare europea o si insegue la Lega». A Palazzo Marino tre consiglieri hanno stretto un patto d'azione e in dieci giorni hanno indirizzato due appelli «alle forze liberali e popolari»: un invito - hanno scritto Marcovalerio Bove (Ncd), Mandredi Palmeri (Nuovo polo) e Matteo Forte (Popolari di Mauro) - a «raccogliere insieme quelle realtà alternative alla sinistra, che si richiamano senza equivoci al Ppe e che a Roma hanno annunciato un percorso di Costituente Popolare. Come sempre Milano può essere anticipatrice, già con le elezioni per la Conferenza statutaria della Città metropolitana». Forza Italia ha risposto con freddezza, e la Lega prova a porre veti, ma dall'Ncd continuano avances, espliciti appelli all'unità e segnali. D'altra parte alle ultime elezioni amministrative, nel Milanese l'alleanza Forza Italia-Lega-Ncd-Fdi è stata proposta ovunque, praticamente senza eccezioni di rilievo. E la delusione elettorale di Ncd ha accelerato certi processi. Si parla, per esempio, di un certo disagio dell'ala laica del movimento, che comincerebbe a vivere con insofferenza l'egemonia dell'area vicina a Cl, che invece pare vedersi bene in un'alleanza organica del Pd, la stessa cui appare ormai consegnato quel che resta di «Scelta civica» dopo la scomposizione che ha visto uscire dal partito proprio i «Popolari» di Mario Mauro, oggi guidati in Lombardia da una consigliera regionale eletta con la lista Maroni e «molto leghista», Maria Teresa Baldini. Impossibile oggi decifrare una linea politica dell'Udc, che in Lombardia è stata praticamente azzerata e a Roma ha un ministro nel governo di Matteo Renzi. Le giovani leve del partitino alfaniano, comunque, non si nascondono. L'assessore provinciale Marzio Ferrario, vicino al presidente Guido Podestà, manifesta l'auspicio di un «riavvicinamento al centrodestra». «È la nostra famiglia» ammette. In sintonia con questa posizione è un altro giovane come Federico Illuzzi, che parla espressamente di «ricostruzione del centrodestra» e di recente ha promosso con altri l'iniziativa di un incontro fra i consiglieri di zona di Fi, Lega, Nce ed Fdi, per una sorta di alleanza dal basso in vista delle Comunali 2016.