Centrodestra avanti Lega e Fdi volano La sinistra ha paura di perdere i sindaci

Moderati sul 50% a Pavia e Bergamo I dem traballano, i 5 Stelle delusi

Alberto Giannoni

La Lega vola, Fratelli d'Italia cresce, Forza Italia c'è. Dal voto europeo - che è politico come nessun altro - arrivano indicazioni politiche forti in Lombardia (affluenza al 64,8%). Il centrodestra si tiene stretta la «sua» regione, i 5 Stelle faticano sempre di più - e la sinistra si accontenta di (r)esistere. Così, mentre Matteo Salvini festeggiava con un cartello «Primo partito in Italia», un altro milanese, il grillino Stefano Buffagni, fedelissimo di Luigi Di Maio, rispondeva idealmente con un consolatorio (e autoironico?) «L'Europa che conta ci aspetta», riferito con tanto di foto all'Inter e non al Movimento, parecchio deluso.

Ed è «un voto che vale doppio» quello del 26 maggio: il risultato delle Europee dà un segnale importante anche in vista dello spoglio nei 900 Comuni lombardi che scelgono i sindaci, e in particolare nei tre su cui sono puntati i riflettori: i capoluoghi di provincia, oggi amministrati dal centrosinistra: Bergamo, Pavia e Cremona. «Un voto che vale doppio. Un voto per cambiare Bergamo. Un voto per cambiare l'Europa» ha detto proprio Giacomo Stucchi, leghista candidato sindaco a Bergamo, artefce di una campagna tutta all'attacco contro il sindaco uscente Giorgio Gori, candidato governatore in Lombardia appena dodici mesi fa. Stucchi ha trascorso la sua ultima giornata elettorale nel centro per la terza età di Boccaleone. E ha parlato ancora di periferie. Sicurezza, periferie: temi caldissimi per la Lega, che a Bergamo come un po' tutta la Lombardia spera in un traino politico del voto europeo su quello comunale. Al contrario, come già lo scorso anno, Giorgio Gori ha puntato soprattutto sulla sua personalità. Ma dai primi risultati di Bergamo Alta già poco dopo la mezzanotte di ieri sono arrivati segnali negativi per il sindaco uscente. A oltre metà scrutinio, la Lega ieri notte era attestata al 32,6%, con Fi all'8,3 e Fdi al 6,6. Un voto attorno al 50%, col Pd al 32,4 e Più Europa al 4,9.

Anche a Pavia occhio al voto politico. «Se Lega e Forza Italia stanno sul 40% allora possiamo farcela» rifletteva alla vigilia un importante esponente del centrodestra, che in riva al Ticino punta su un altro leghista, Fabrizio Fracassi, che non ha nascosto l'ambizione di vincere la partita addirittura al primo turno. E a poco meno di metà scrutinio la Lega ieri sera viaggiava sul 35%, con Fi al 10 e Fdi al 5%. Fa 50. L'affluenza a Pavia è al 64% (in calo dal 69), e la città è tradizionalmente orientata al centrosinistra, ma certo dà credito alla speranza di Fracassi un simile exploit leghista, una crescita di Fdi e una contestuale tenuta di Forza Italia.

Anche il candidato sindaco di Cremona Carlo Malvezzi (Forza Italia) e il suo vice in pectore Alessandro Zagni (Lega) devono partire da un risultato politico forte della coalizione e poi contare sul loro personale séguito e sull'apporto delle civiche, per sperare di poter scalzare il sindaco uscente del Pd Gianluca Galimberti.