Dal centrodestra al Pd: «Tatarella torni a casa»

Forza Italia e Bussolati: «Inaccettabile il trasferimento senza notizie alla famiglia»

«Pietro deve poter tornare a casa da suo figlio e sua moglie». Prima di ieri, il coordinatore regionale di Forza Italia, Massimiliano Salini, aveva parlato solo di queste vicende giudiziarie a fine maggio, il 24. Venti giorni prima c'erano stati gli arresti che avevano sconvolto il suo partito. Quattro giorni dopo ci sarebbe stato il voto europeo, quelle elezioni cui era formalmente candidato anche Pietro Tatarella (foto), allora consigliere comunale azzurro, oggi ancora sottoposto alla custodia cautelare in relazione a quell'indagine giudiziaria aperta su appalti e presunte «mazzette», con reati ipotizzati molto gravi: associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito.

Ieri, con i «gradi» di commissario lombardo, Salini è tornato sulla vicenda, parlando in particolare di Tatarella. «In questa fase politica - ha detto - dobbiamo ripartire da alcune certezze. Quello che sta succedendo a Tatarella è una cosa che non deve accadere. La carcerazione preventiva, l'isolamento, la mancata comunicazione alla sua famiglia dello spostamento da un carcere a un altro sono barbarie a cui speravamo di non dover più assistere. Restiamo garantisti e restiamo umani. Pietro deve poter tornare a casa da suo figlio e sua moglie».

Si riferiva, Salini, alle notizie - ricavate da un articolo di ieri sulla Repubblica - secondo le quali dal 14 agosto Tatarella è stato trasferito dal carcere di Opera a quello di Busto Arsizio. «Un trasferimento - si legge - che è stato comunicato ad avvocati e familiari a posteriori, quando era già avvenuto». La Repubblica riferisce anche che proprio a Busto nei giorni scorsi è andato a trovarlo un ex collega consigliere, oggi deputato di Fdi: Marco Osnato. «L'ho trovato molto provato - ha detto - dopo oltre 3 mesi di carcere, di cui due in isolamento, vorrebbe poter tornare a casa da sua moglie e da suo figlio». «Al mio grande amico Pietro voglio stare vicino» ha aggiunto ieri.

Ma non sono solo gli amici personali o i colleghi di partito a intervenire sul caso. Prima ancora di Salini, a intervenire è stato un consigliere regionale del Pd, Pietro Bussolati, ex consigliere regionale. «Pietro Tatarella - ha detto - è in carcere da più di 3 mesi, in attesa di un processo. Due mesi li ha fatti in isolamento con un'ora d'aria. L'ultimo mese è stato spostato in un altro carcere dove le misure di isolamento sono state allentate (trasferimento comunicato alla famiglia dopo che è avvenuto)». «Questo - ha commentato - è inaccettabile perché sia che Tatarella sarà ritenuto colpevole che innocente si tratta di una detenzione preventiva senza che il processo sia nemmeno iniziato». E un altro ex collega ma di sinistra, l'avvocato-politico Mirko Mazzali, ha osservato: «Che una persona detenuta venga trasferita senza che nessuno si preoccupi, neanche a trasferimento avvenuto, di avvisare i familiari è una cosa vergognosa».

Domattina è prevista una nuova udienza davanti al tribunale del riesame, e i legali di Tatarella ne chiederanno nuovamente la scarcerazione.