C'era una volta un fantasma e due milioni di giro d'affari

La festa di origine celtica prende sempre più piede e oggi coinvolge ben 50mila imprese in Lombardia

Elena Gaiardoni

Castello Dal Pozzo. Sembra essere ancora abitato dallo spirito di una giovane donna del 1400 imprigionata nella torre mentre aspetta il ritorno del suo amato. Sarà questa la meta lombarda di molti turisti alla ricerca del brivido dell'ectoplasma.

Scherzetto a parte e dolcetto casalingo, e quest'anno il fatto in casa è una tendenza davvero forte, per anni abbiamo tacciato Halloween d'essere una sarabanda che viene da fuori e che non appartiene alla nostra tradizione. L'affermazione non è corretta, perché questo carnevale d'autunno «insanguinato» da streghe e brutti ceffi, sobillatore dell'occulto, echeggiante spiriti sacri, non a caso il primo novembre è la festa di Ognissanti e il due quella dei morti, trova le sue radici nell'Europa del Nord del Medio Evo, soprattutto nel popolo celtico. Ma, a parte questo, bisogna ammettere che Halloween ha messo così tante radici intorno a noi, che ormai nella tradizione ci è entrata a tutti gli effetti, dalle cose più piccole, tipo i bottoni a bava di ragnatela nelle miti mercerie, e bambine e mamme che girano per la strada con ragni e pipistrelli sulla testa, agli eventi più importanti, quali feste e ritrovi in ambienti pubblici e case private, ai viaggi alla ricerca di manieri infestati da fantasmi.

Secondo alcuni storici l'origine del nome andrebbe ricercata nel racconto del personaggio di Jack O' Lantern, che fu condannato dal diavolo a vagare di notte alla luce di una zucca «scavata», contenente una candela. Poiché il termine inglese per scavare è «to hollow», l'atto di scavare è «hollowing» . Per rendersi conto dell'importanza della notte dei mostri basta dare un'occhiata ai numeri. Tra cartolerie, locali, negozi di giocattoli e pasticcerie, il 31 ottobre è una giornata che vanta un fatturato di circa 2 milioni di euro per Milano e 3 milioni per la Lombardia. Il fatto che i lombardi si preparino a festeggiare la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre significa che saranno oltre 50mila le imprese coinvolte sul territorio regionale tra bar, ristoranti, locali e negozi di giocattoli, il 15,2% del totale nazionale.

A Milano è attiva un'impresa italiana su 20 (17.814, +1,4%), seguita da Brescia (7.130) e Bergamo (5.233). Superano le 3mila anche Varese e Monza. In Italia invece la città più «mortifera» in senso festaiolo è Roma con quasi 28mila attività, seguita da Milano, Napoli, Torino, Salerno e Bari. Brescia è settima e Bergamo dodicesima. Tra gli oggetti per le feste, oltre la metà dell'import viene dalla Cina. Con un valore che supera i 14 milioni di euro in sei mesi, la Cina rappresenta il 58,6% delle importazioni italiane nel settore e cresce in un anno del 16,4%. Segue l'import da Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito per oltre un milione di euro. L'export per le feste raggiunge invece la Francia, per un valore di 2,2 milioni di euro, la Germania (1,8 milioni), gli Stati Uniti (1,6 milioni) e Hong Kong (1,2 milioni circa).

I numeri di Halloween, insomma, non sono cifre morte, nere e nefaste, anzi, dobbiamo dire che la zucca di Jack O' Lantern, scheletri, maghi e scorpioni tengono prospero il mercato e danno una zampata di «vita» alla ricerca delle stranezze e alla voglia di stupire nelle prime vere giornate quasi invernali, non a caso il nome celtico di Halloween significava «fine dell'estate».