Cibo come educazione: successo del Vaticano

«Scusi, possiamo avere il timbro del Vaticano?». Due studenti entrano nel padiglione della Santa Sede e chiedono informazioni allo staff. Stanno completando le pagine del «passaporto Expo» e collezionano i timbri dei vari stati in una sorta di giro del mondo in miniatura. «Abbiamo già il bollo del Giappone e della Corea, del Messico e della Malesia - spiegano - Vorremmo anche il vostro». Il timbro non c'è. In compenso ricevono l'immaginetta di Papa Francesco realizzata apposta per Expo. Una specie di benedizione con cui il Pontefice «veglia» a distanza sui fedeli (e non) che visitano il padiglione. E sono tanti, soprattutto le scolaresche.

Nessun effetto Luna Park, nessuna attrazione eclatante, ma i 750 metri quadri del padiglione della Santa Sede stanno riscuotendo parecchio successo e risultano tra quelli che meglio hanno interpretato il tema della nutrizione. Ovviamente in chiave cristiana, proponendo un viaggio attraverso il cibo come condivisione e come educazione. Lungo le pareti non c'è un'immagine di alimenti che sia una. «Abbiamo scelto di mostrare non il cibo ma i volti della fame - spiega lo staff della Santa Sede - e di ricalcare il messaggio che lo stesso Papa Francesco ha dato durante la cerimonia di inaugurazione di Expo». Quei volti saranno il punto di partenza per cominciare una riflessione su come aiutare i popoli più bisognosi.

«Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» è la frase del Vangelo attorno a cui si sviluppa il messaggio che la Santa Sede vuole trasmettere.

A sintetizzare il messaggio del padiglione è anche «l'Ultima cena» del Tintoretto: un originale prestato ad Expo dalla chiesa di San Travaso di Venezia. Un'opera-denuncia che propone il tema della tavola come punto di partenza per ragionare sugli sprechi alimentari, sulla condivisione del cibo, sulla misura e sugli eccessi.

La Santa Sede si sta preparando a un calendario impegnativo di eventi: martedì 19 maggio si terrà il Caritas day, un confronto fra i rappresentanti delle Caritas di tutto il mondo per promuovere l'equazione distribuzione di cibo nel mondo. A precedere il summit sarà il concerto-spettacolo in piazza Duomo lunedì 18.

L'11 giugno invece ci sarà il Santa Sede day, organizzato dal Pontificio consiglio della cultura: un confronto a cui prenderanno parte Giuliano Amato, il cardinale Gianfranco Ravasi e il rappresentante francese all'Onu Nicolas Hulot.