Il cimitero apre al pubblico per un Requiem Monumentale

Luca Pavanel

«Requiem Monumentale», un'opera sonora all'interno del Monumentale. Quanti significati si possono dare all'evento che oggi, dal primo pomeriggio in poi, si consumerà in maniera solenne al Famedio e dintorni. Esperienza celebrativa (intanto si ricordano i centocinquant'anni del luogo); esperienza storico-letteraria (qui sono ospitati due grandi personaggi della letteratura italiana, Salvatore Quasimodo e Alessandro Manzoni (ai quali è dedicato il concerto); e ancora, esperienza cultural-percettiva (orchestra e voci dell'«Incanto Contemporaneo» diretto da Francesco Grigolo nel museo a cielo aperto, tutti dispiegati proprio nel Famedio). Programma del nostro tempo da scoprire, con forti echi e intrecci polifonici rinascimentali e poi ottocenteschi, due programmi. Paralleli e affascinanti.

Mentre i canti rendono omaggio a Quasimodo con il brano «Ed è subito sera», la cui musica è firmata dal compositore israeliano Yuval Avital, nei viali cimiteriali un'altra opera con la banda di decine di ottoni del Conservatorio Giuseppe Verdi guidata da Gianmario Bonino; quest'ultima compirà un tragitto itinerante con le note di «Foresta Manzoni», in ricordo del linguaggio e del pensiero manzoniano. Ce ne è abbastanza - già sulla carta - per intuire il potenziale suggestivo della giornata e dell'opera commissionata al Maestro Avital l'anno passato dall'associazione Amici del Monumentale di Milano. Un lavoro che si svolgerà tra il 2017 e il 2018 in diverse tappe e in vari luoghi del capoluogo lombardo. Si potrebbe definire una sorta di proposta di viaggio emozionale, per esplorare i temi grandi, contrapposti e complementari quali la vita e la morte, la fugacità e l'eternità, il passato e il futuro. Per questo «Requiem», definito anti-requiem, Avital è l'uomo giusto: sulla sua partitura c'è la potenza orchestrale e corale per generare microcosmi di vita partendo dalla magia del Monumentale e dalla storia degli illustri ospiti.