Al cimitero Maggiore il museo delle ossa e un centro in stile Csi

Assegnate all'Università Statale due palazzine inutilizzate per ricerche sui resti umani e corsi

La premessa è che il Comune sta perseguendo da un paio di anni l'obiettivo di trasformare i cimiteri cittadini in «luoghi di socialità». L'assessore ai Servizi funebri Franco D'Alfonso la chiama «valorizzazione dei campisanti», sostiene che «nel rispetto di quelle che rappresentano come funzione primaria, i luoghi di sepoltura diventare parte integrante della città». Al Monumentale, che meglio si presta a questo ragionamento visto che le tombe dei grandi di Milano sono già un richiamo per i turisti italiani e stranieri, oltre alle visite durante tutto il 2014 il Comune ha organizzato eventi, giornate di musica e teatro. Diciamo pure che negli altri casi, frequentare i cimiteri fuori dalle visite alle tombe dei propri cari ha un che di inquietante. Ma l'esperimento potrebbe funzionare al Maggiore, dove il Comune ha deciso di assegnare die palazzine degli inizi del '900 oggi inutilizzate (alla Porta Nord) all'Università degli Studi di Milano per creare un «Polo scientifico, medico-antropologico per la storia, la criminalistica e i diritti umani». Diciamo subito che per attirare turisti si intende innanzitutto trasferire lì da via Gonini il centro di ricerca sulle ossa per aprire il secondo Museo delle ossa al mondo per importanza, dopo l'esposizione di resti umani dello Smithsonian Institute di Washington negli Stati Uniti d'America. La direzione del museo verrà affidata all'antropologa forense e scrittrice Cristina Cattaneo che ha eseguito (tra l'altro) l'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, la tredicenne uccisa nel 2010 a Brembate.

La giunta ha approvato lo corso 13 marzo le linee guida per il protocollo d'intesa tra Comune e Statale. Nel documento si fa presente che già da due anni è in corso una collaborazione con la sezione di Medicina legale dell'ateneo, che ha effettuato un primo studio di circa mille resti scheletrici presenti al Musocco. Studi preliminari che, riferisce la giunta, «hanno mostrato l'enorme rilevanza scientifica e culturale dei rtesti analizzati anche in considerazione della conoscenza, per alcuni di essi, della causa di morte e delle patologie dei defunti». La ricerca scientifica sui resti umani prosegue «nella triplice funzione criminalistica, umanitaria e storica si pone come elemento fondamentale nella risoluzione di singoli casi, lotta alla criminalità organizzata, risoluzione di delitti contro l'umanità nonchè, nella ricostruzione storica degli avvenimenti del passato». Le collezioni di ossa oggi sono poche al mondo (concentrate in Usa, Portogallo e Sud Africa) e spesso senza dati su vita, cause di morte, patologie. Il museo milanese potrebbe diventare all'avanguardia. E l'Università utilizzerebbe gli spazi anche per attività culturali e scientifiche rivolte ai cittadini: sarebbero attratti ad esempio da corsi di criminologia sul passato o presente, sull'onda di film come Csi. Secondo l'accordo, nelle palazzine del Maggiore verranno creati un Centro di ricerca e archivio osteologico, sedi espositive, spazi per corsi di formazione rivolti a chi svolge attività mediche, di polizia giudiziaria, scientifica, mortuaria. I lavori di riqualificazione partiranno entro fine anno e dovrebbero finire a marzo 2016.