Cinema, al via gli Oscar alla milanese

Gli Oscar alla milanese sono ai nastri di partenza. Da mercoledì al 18 maggio Milano sarà invasa dal cinema indipendente che consegnerà i suoi personali riconoscimenti a film, attori, registi e documentari. L'appuntamento, giunto all'edizione numero 14, introdurrà il prestigiosissimo festival di Cannes al via il 14 maggio, pochi giorni prima della passerella finale del Miff awards. Due le statuette già assegnate a due nomi di spicco del grande e del piccolo schermo.
Claudia Cardinale e Pippo Baudo ritireranno il «cavallo di Leonardo» alla carriera, domenica 11 al Family village del Centro vulcano di Sesto San Giovanni, ma la celebre attrice di Otto e mezzo e altri memorabili film di Bolognini e Visconti sarà presente anche sabato sera al teatro Manzoni - oltre allo Iulm, Palazzo Reale e Sala 5D in piazza Diaz - sede di svolgimento della rassegna. Alla serata è annunciata la presenza del sindaco Giuliano Pisapia, del presidente della Regione Roberto Maroni, insieme a celebri star del cinema internazionale come Helen Hunt (Bobby e La maledizione dello scorpione di giada) o divi e dive di casa nostra come Gabriel Garko e Manuela Arcuri.
Il festival prenderà avvio mercoledì a Palazzo Reale con una «chicca», la proiezione in anteprima di Devil's knot - Fino a prova contraria di Atom Egoyan che uscirà nelle sale italiane il giorno successivo. Si tratta di una pellicola particolare ispirata a un pluriomicida che negli Stati Uniti uccise tre bambini e riuscì a far perdere le sue tracce per sempre. Il caso è a tutt'oggi irrisolto. Dopo questo assaggio di tutto rispetto, il Miff entrerà nel vivo snocciolando proiezioni giornaliere e relative premiazioni, alle quali si può assistere a prezzo agevolato. Ogni ingresso costerà solo 3 euro ed è disponibile anche un abbonamento (20 euro) a tutta la rassegna.
Il Cavallo leonardesco di Milano che si aggiunge a una già ricca fauna cinematografica dopo il Leone di Venezia e l'Orso di Berlino verrà assegnato come da tradizione al di fuori di una competizione a titoli. Il Miff è l'unico festival ad avere la cosiddetta formula a candidatura. Le nomination sono deliberate all'unanimità dal comitato di programmazione della Leonardo da Vinci film society che riserva ai soli soci la prerogativa di deliberare i vincitori di ogni categoria - attore e attrice protagonista e non protagonista, musica, regia, cinematografia, scenografia, documentario, sceneggiatura, montaggio - mentre il titolo al miglior film sarà assegnato in base al voto del pubblico in sala, durante le proiezioni dei film candidati alla vittoria finale.
A fare incetta di nomination è Late spring di Keun-Hyun Cho, un film coreano ambientato nella seconda guerra mondiale in cui uno scultore è alle prese con un calo di ispirazione legato al peggiorare delle proprie condizioni fisiche. Ad aiutarlo sarà la moglie, alla perenne ricerca di motivi che seducano la mente dell'uomo. Late spring (8 candidature) precede Decoding Annie Parker di Steven Bernstein - una storia di sesso, infedeltà, scienza, amore e malattia - e The sublime and beautiful di Blake Robbins - dramma di un matrimonio agli sgoccioli dopo anni di felicità - che hanno totalizzato 7 nomination. Tra gli altri film in passerella ci sono Little accidents di Sara Colangelo, Rezeta di Fernando Frias, The curse of Edgar di Marc Dugain, Two married people di Jim Bates, Sand castles di Jordon Hodges, The butterfly's dream di Hakan Yarkin, Mount Joy di Jay Della Valle, Seven lucky Gods di Kate Maravan, Copenhaghen di Dahl Hansen.