Cinisello «presta» il suo tesoro di grandi fotografi

È il primo e finora l'unico museo in Italia che si occupa di fotografia ad essere finanziato da soldi pubblici: il MuFoCo, acronimo di Museo di Fotografia Contemporanea, da dieci anni vive a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, dopo che la bella Villa Ghirlanda da residenza patrizia è stata trasformata in un luogo di conservazione delle opere dei maestri dell'obbiettivo. La nascita del MuFoCo risale però a metà degli anni Novanta: un'intuizione contro corrente, visto all'epoca la fotografia non era certo così in auge come forma d'arte. Proprio nei giorni in cui Palazzo della Ragione stigmatizza, anche grazie alla splendida mostra di Salgado, il suo ruolo di spazio espositivo per eccellenza della fotografia a Milano, il MuFoCo presenta i suoi dieci anni di lavoro e lo fa spostandosi nel cuore della città: alla Triennale. Per tutta l'estate, a ingresso libero, si potrà visitare la mostra «2004 – 2014. Opere e progetti del Museo di Fotografia Contemporanea», in un allestimento che valorizza un centinaio di scatti-gioiello che appartengono al corposo patrimonio dell'ente e una quindicina di progetti da lui commissionati a diversi fotografi. Vi sono esposte le foto molto milanesi di Gabriele Basilico, i paesaggi urbani di Gianni Berengo Gardin, la Napoli di Mimmo Jodice e poi gli scatti di Uliano Lucas, la raffinata visione di Luigi Ghirri e poi ancora Vincenzo Castella, Guido Guidi e molti altri, italiani e stranieri. La collezione del museo comprende qualcosa come due milioni di immagini e una biblioteca di 20mila volumi e riviste: materiale prezioso per lo studio, la ricerca e la produzione culturale di fotografi professionisti, artisti, critici e appassionati. Il MuFoCo è il luogo della conservazione, della catalogazione e della valorizzazione delle foto che fanno la storia: sono venti i fondi fotografici acquisiti, tra cui quello il «Viaggio in Italia» dedicato a Milano di Gabriele Basilico o la suggestiva raccolta dell'agenzia Grazia Neri sui «Ritratti di Fabbriche», strumento prezioso per capire come sta cambiando l'urbanistica e l'anima della nostra città. «Il MuFoCo rappresenta una realtà culturale capace di assumere centralità metropolitana pur essendo periferica», commenta Novo Umberto Maerna, assessore alla Cultura della provincia e presidente della Fondazione che regge il museo di Cinisello. Documenti del passato ma anche exploit creativi, gli scatti d'autore vivono a metà tra la storia e l'arte: significativa, a questo proposito, la sezione della mostra dedicata ai progetti sostenuti dal museo nell'ultimo decennio. Oltre ad essere luogo di conservazione e di studio, il MuFoCo ha infatti svolto il ruolo di mecenate nei confronti di artisti contemporanei: ne sono uscite opere di arte pubblica come «Salviamo la luna», un progetto che nel biennio 2005-2007 ha coinvolto circa tremila persone o «Ricordami per sempre» un fotoromanzo sul Nord Milano.