A Cisliano la masseria della mafia torna Libera

Varcare il cancello della masseria di Cisliano può far sentire a disagio. E non solo perché il ristorante sulla Sp114 visto il degrado e la mancanza di luce elettrica può sembrare la casa dei fantasmi: la Masseria era il luogo dei Valle nel quale la 'ndrina gestiva i suoi malaffari, teneva in ostaggio gli imprenditori, li minacciava e li torturava. Nei documenti della procura ben otto pagine contengono l'elenco dei beni confiscati al clan. Dal 13 maggio, grazie all'amministrazione comunale, ai volontari di Libera e della Caritas di Don Massimo Mapelli con la Cooperativa Ies, i 900 mq. sono un presidio permanente della legalità. Il 21 aprile, infatti, con un consiglio comunale aperto al quale parteciparono duecento persone venne deliberato all'unanimità l'impegno del sindaco Luca Durè di proteggere il bene confiscato per scongiurare altre devastazioni e distruzioni sistematiche «...da chi non vuole che appartenga alla collettività».

I raid vandalici erano cominciati nell'autunno 2014 quando il bene venne confiscato definitivamente dopo l'arresto dei Valle nello spettacolare blitz del luglio 2010. Dopo un lungo anno nel quale il sindaco, insieme a Davide Salluzzo di Libera, ha manifestato la volontà di vedersi assegnata la Masseria, finalmente si è arrivati alla soluzione del comodato d'uso gratuito per un progetto di riutilizzo sociale. Gli accordi tra il Comune e il prefetto Umberto Postiglione dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati al momento sono verbali, ma manca poco alle firme ufficiali. Una notizia che ha dato ottimismo e sprint a molti cislianesi dell'associazionismo e delle consulte cittadine che mercoledì si sono presentati alla Masseria per dare un contributo personale e per confrontarsi sull'uso sociale del bene illuminati dalla luce da cantiere sistemata al momento dallo stesso sindaco. Molti consensi per l'ipotesi di tramutarne una parte in housing sociale, come testimoniato dalla Caritas, con prelazione ai cislianesi anche se «non bisogna trovare delle contrapposizioni tra poveri», come suggerito da una persona del pubblico. Ma sul tavolo ci sono idee per promuovere i prodotti a «chilometro 0» attraverso un mercato permanente (siamo in pieno Parco Agricolo Sud), un ristorante, uno spazio ricreativo, un luogo di inserimento lavorativo ma anche la sede per una mostra permanente sui beni confiscati alla 'ndrangheta . Scartata al momento l'idea di una Residenza Sanitaria per anziani poiché a livello architettonico è poco praticabile: secondo il sindaco, di professione ingegnere, lo stabile andrebbe demolito e ricostruito. Al momento tutti gli impianti sono seriamente danneggiati, l'acqua potabile è solo nei bagni, l'illuminazione è precaria; i danni sono stimati a 500mila euro. «I cittadini - ha detto il sindaco Durè - stanno cominciando a interessarsi con piccoli gesti. In questi giorni abbiamo avuto un fabbro e un giardiniere che hanno fatto dei piccoli lavori. Questo dimostra la vicinanza al bene e che i cittadini usano il loro tempo nel nome della legalità». Per Salluzzo «c'è bisogno dell'impegno e della responsabilità di tutti». Il presidio va avanti. Un elettricista, resosi disponibile durante l'assemblea, c'è già.