In città 318mila anziani. Arriva il bracciale salvavita

Via al test nel Municipio 3: grazie al codice si possono scaricare subito dati e cartella clinica

Sono oltre 318mila gli over 65 residenti in città, e almeno 58mila hanno superato gli 85 anni. La zona con più anziani è la 8 (Quarto Oggiaro, Fiera, Gallaratese), ne conta 44.967 seguita a breve distanza dalla 7 (Baggio, San Siro) con 42.236. In centro la quota è praticamente dimezzata: i residenti con oltre 65 anni registrati nel Municipio 1 l'anno scorso risultavano solo 22.352 (e gli ultraottantacinquenni appena 3.937 contro gli 8.609 della zona 9). Sta in una via di mezzo la zona 3, con 33.960 anziani, ma è proprio da qui parte un esperimento pilota che potrebbe essere esteso in tempi brevi nel resto della città e in futuro ad altre categoria fragili, come i senzatetto. Una sorta di «procedura di emergenza 2.0». Il Municipio donerà a duecento over 65 un braccialetto salvavita in grado di migliorare l'assistenza sanitaria e soprattutto di velocizzare l'intervento de soccorsi in caso di emergenza. Il dispositivo è dotato di un Qr Code, al personale dell'ambulanza basterà puntare lo smartphone per «scaricare» immediatamente il nome della persona che lo indossa, i numeri telefonici personali e quelli da chiamare in caso di emergenza, codice fiscale, la cartella clinica con le informazioni di base certificate in precedenza dal medico curante, eventuali allergie e farmaci utilizzati. In questo modo i soccorritori disporranno immediatamente di dati preziosi per tracciare il quadro clinico pregresso e l'intervento adeguato. I promotori la presidente della Commissione Consiliare Politiche sociali Angelica Vasile e Massimo Scarinzi e Sergio Boniolo del Municipio 3, sottolineano il binomio positivo tra tecnologia e welfare e speriamo che il sistema, finitoil test, possa essere esteso al resto della città. La sperimentazione è frutto della collaborazione tra zona, Agenzia regionale di emergenza e urgenza e Politecnico di Milano che ha sviluppato l'aspetto tecnologico. Questa iniziativa, afferma l'assessore alle Politiche sociali del Comune Gabriele Rabaiotti «ci permette di entrare in tanti quartieri, soprattutto in quelli popolari. Milano è tra le città più anziane d'Europa, andiamo incontro alle esigenze delle persone più vulnerabili. Pensiamo soprattutto a quello che vivono soli ma anche a chi ha difficoltà di memoria». Giovanni Quattrocchi, ricercatore del Politecnico, guarda già agli sviluppi futuri: «Oggi chiunque può scannerizzare un QR code e accedere ai dati. Si potrebbe pensare a una crittografia specifica per permettere l'accesso solo a persone autorizzate, ma sarebbe utile in caso di infortuni o incidenti». Il braccialetto rientra nel piano «Cittadini più coinvolti e più sicuri» che il Comune ha avviato nel 2013 in collaborazione con Medici Volontari Italiani onlus. Tra gli strumenti già in atto c'è la «Cartellina rossa» che l'interessato deve tenere in bella vista in casa e contiene in forma cartacea tutte le informazioni anagrafiche e cliniche «salvavita».