Un clic salverà le botteghe storiche

In ottobre premiata la migliore foto dei negozi che hanno più di 50 anni. E ora c'è anche un catalogo online

Ciak, si gira! E si deve proprio girare a piedi lungo strade e piazze in questo fresco luglio per partecipare al concorso del «Selfie Prize» scattato davanti o dentro, in una o in alcune delle antiche botteghe della Lombardia. L'iniziativa «Negozi storici», in auge da un decennio, quest'anno si fa più viva con un pagina Facebook e Twitter, un catalogo on line oltre che cartaceo, perché la Regione Lombardia in collaborazione con le camere di commercio locali, la Confcommercio e la Confesercenti vuole dare più visibilità alle botteghe lombarde che vantano una carriera superiore ai cinquant'anni.

Il 20 ottobre, alla presenza del presidente Roberto Maroni e dell'assessore al Commercio Mauro Parolini, il miglior selfie vincerà un ingresso gratuito alla serata inaugurale di Expo. Verranno premiati con medaglie d'oro, d'argento e di bronzo i negozi più caratteristici tra i mille e duecento «avi», che fioriscono anche fin dal lontano XVII secolo in città paesi e paesini. «Essendo nativo di Desenzano, conosco bene queste realtà. Un tempo a Desenzano c'erano quattro botteghe care alle persone, ma ne è rimasta solo una. Non significano solo commercio, bensì relazioni e vicende di donne e uomini che non devono andare perdute. Affinché questo avvenga abbiamo in mente per il futuro iniziative più concrete di una medaglia» dice Parolini, mentre nel suo studio in Regione visiona la scritta di «Negozi storici» in campo verde che sarà il marchio di riconoscimento.

L'iniziativa assume un valore speciale nel 2014 perché serve a coinvolgere tutto il territorio regionale in Expo 2015, anche quello lacustre «molto attento a questo evento, che avrà successo solo se lascerà un segno positivo nel tempo. Non dovrà accadere quanto è successo a Torino dopo le Olimpiadi invernali, avvenimento che ha lasciato una depressione invece di rilanciare la città. I visitatori di Expo dovranno essere invogliati a tornare a Milano e in Lombardia anche nei prossimi anni» commenta Parolini. Le botteghe interessate stanno scrivendo la loro storia, come l'Antica cartoleria Pettinaroli in piazza San Fedele. «L'orgoglio d'essere sempre stati all'ombra della più alta guglia del Duomo. E' questa la nostra ricchezza» dice Francesco Pettinaroli, il cui bisnonno Francesco, arrivando dal lago di Orta, fondò l'azienda nel 1881 in via San Fedele, poi passò in via Santa Rodegonda per poi aprire dove è ora. Quel negozio, cento e trenta anni fa, aveva annesso un laboratorio tipografico e una legatoria. Da lì passavano le carte più pregiate per essere stampate a caratteri a mano. Divenivano biglietti da visita, inviti dei matrimoni e dei battesimi, e chissà se qualche milanese conserva ancora in una scatola con fiocchetto quei ricordi di famiglia, cosa che con email e sms non si potrà mai fare. «Credo che questa iniziativa ci aiuti - nota Pettinaroli - per il suo carattere innovativo e per i selfie che coinvolgono la gente».