Colombo Clerici: «Caldaie proibite? Sono nelle sedi di enti pubblici»

«Guai a chi tocca la questione energetica, è un tabù. Guai a chi si mette contro». Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia, tuona sapendo di tuonare su un campo (verde) dove tutti camminano nella stessa direzione.
Invece?
«E invece molti sono luoghi comuni e in una società come la nostra sono ancora più difficili da smontare. E se lo fai, rischi di passare per quello che va contro il progresso».
Il Comune ha incrementato i controlli sulle caldaie.
«Ma gli impianti per la maggior parte sono a norma. C'è sempre stata attenzione. I controlli del Comune sono sempre stati a tappeto sulle caldaie dei 60mila edifici della città. La legge, le sanzioni sono chiare e vengono fatte rispettare. È un compito degli amministratori che se non si attivano, ci vanno anche di mezzo. Rischiano grosso, insomma. Casomai il problema riguarda gli stabili pubblici più che quelli privati. Eppoi anche scaricare tutta la colpa dell'inquinamento sulle caldaie...».
Non è così?
«Guardi, mi sono tenuto via un ritaglio di giornale. È datato 15 ottobre, quando ancora i riscaldamenti non erano accesi e sa cosa dice? Che da quattro giorni l'inquinamento superava già i livelli di guardia. Il problema qui nel milanese è del territorio. Dipende dalla sua collocazione, dalla conurbazione dentro una fossa che non consente il ricambio d'aria. Ci sono invece due questioni da affrontare».
Quali?
«Green economy e risparmio energetico vanno affrontati considerando il raffronto tra costi e vantaggi, sia individuali che collettivi».
Ci faccia un esempio pratico?
«Mettiamo i pannelli solari. A livello industriale conviene ed ha un suo senso, ma a livello domestico hanno un costo enorme di investimento e manutenzione con un risparmio scarso. Con l'aggravante che in tempi di crisi i contributi pubblici in questo settore si pagano poi con l'aggravio delle tasse in un altro. Per risparmiare quanto? Facciamo davvero i conti e vediamo se alla fine il gioco vale la candela. Prenda anche la questione degli apparecchi di termoregolazione. Per applicare la direttiva europea siamo andati al di là delle prescizioni.
In che senso?
«Erano obbligatorie solo per le nuove costruzioni o grosse ristrutturazioni, invece è stata resa obbligatoria per tutti. Per fortuna la Regione ha rinviato la scadenza di un anno dietro nostra sollecitazione».

Commenti

Maria Lorena Garolfi

Gio, 01/11/2012 - 12:31

Chiedo al Sindaco Pisapia di controllare la temperatura nei propri uffici. Io a casa mia ho i caloriferi al minimo, con sorella influenzata. Abito a piano rialzato e quindi il freddo si sente di più. Mi risulta anche che negli uffici pubblici le caldaie siano ancora obsolete. Caro Sindaco i controlli fateli sulle vostre caldaie, prima di controllare gli altri Un ultimo appunto. Io insegno in una scuola della zona sud Milano. Ebbene, pur essendoci le attività pomeridiane, il Comune dopo le 13.45 cosa fa? Spegne i caloriferi? Vi sembra normale? Alla larga dagli ambientalisti!!!!!!!!!