Via alla commissione d'inchiesta Expo

Approvata dal centrodestra con un pezzo di sinistra, contrario tutto il Pd

Dopo due «fumate nere», buona la terza. Il consiglio comunale ieri ha approvato con 25 voti a favore l'istituzione di una Commissione di inchiesta che faccia chiarezza sui conti di Expo. Il sindaco Giuliano Pisapia ha partecipato alla votazione astenendosi, mentre non hanno votato in blocco - e in polemica - tutti i consiglieri del Pd e di Sel. Hanno votato a favore con Forza Italia, Lega e Fdi hanno invece il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo e la capogruppo della Sinistra x Pisapia Anita Sonego, il radicale Marco Cappato, il grillino Mattia Calise, Raffaele Grassi di Valori Milano, il socialista Roberto Biscardini e l'ex Pd Gabriele Ghezzi che è confluito da poco nel gruppo misto. Una maggioranza spaccata, ma critiche sulla scarsa trasparenza sul buco di bilancio manifestata dall'ex commissario Expo Giuseppe Sala, candidato sindaco del centrosinistra, già durante l'ultima audizione a Palazzo Marino a gennaio, i sospetti sugli appalti assegnati senza gara, le polemiche sui lavori nella propria villa in Liguria assegnati all'architetto di Expo hanno alimentato dubbi anche in un buon pezzo della sinistra. «É un voto dovuto - sostiene invece Biscardini -, in qualunque città del mondo si sarebbe istituita una commissione che facci chiarezza su una società partecipata dal Comune. Una città che organizza un evento in cui si spende circa un milione e mezzo di euro in sei mesi ha il diritto di sapere in quali direzioni sono andate queste risorse. Il voto del Consiglio rispetta il bisogno di trasparenza sentito nella città e credo non faccia bene neanche a Sala candidarsi in un clima di sospetti».«Estremamente soddisfatto» il capogruppo di Forza Italia Pietro Tatarella, «abbiamo ottenuta con la forza ciò che in un Paese normale dovrebbe avvenire normalmente. in trenta giorni verrà fatta chiarezza. Chiederemo che la Commissione venga convocata nella prima data utile, anche prima di Pasqua. Bisognerà anche individuare un presidente che svolga un buon lavoro sui conti». Il Pd Carlo Monguzzi che aveva dato nelle precedenti sedute la propria disponibilità a votare a favore per difendere uno strumento di democrazia come la commissione di inchiesta, ieri invece si è allineato al gruppo. «Dovendosi chiudere la commissione entro il 15 aprile - ha spiegato prima della seduta-, rimarrebbero 25 giorni: tempo assolutamente inadeguato per un lavoro serio. Spero quindi che l'opposizione abbaia il buon senso istituzionale di ritirare la sua richiesta, altrimenti questa apparirebbe solo come una ridicola boutade elettorale». Il tempo «c'è - ribatte il consigliere Fdi Riccardo De Corato - dobbiamo metterci subito a lavoro, potremo chiedere una proroga fino a fine aprile e non dubitiamo della collaborazione di Sala, ci dovrà fornire subito documenti e verbali delle ultime sedute della società Expo. La vittoria nasce da una opposizione molto determinara e una maggioranza che non c'è più». Abbiamo sempre detto, afferma la consigliera della sinistra radicale Anita Sonego, «che Expo è nata su un grande imbroglio e in commissione avevamo rimarcato le contraddizioni e la credibilità zero di Sala». A verificare i conti saranno 18 consiglieri: tre di Fi (Tatarella, Bove e Mascaretti), uno della Lega (Morelli), 5 del Pd (Scavuzzo, Bertolè, Stanzani, Cormio e il presidente della Commissione Expo Gabbai), Mazzali (Sel), due del gruppo misto (De Corato e Ghezzi), Calise, Cappato, Sonego, Strada e Manfredi Palmeri.ChiCa