Il Comune chiede al governo 18 milioni per rifare Adriano

Dopo il degrado, le proteste e la bocciatura delle urne la giunta dà l'ok al piano dei sogni con verde e scuole

Elena Gaiardoni

È una delle ferite della città. E ora Palazzo Marino prova a correre ai ripari. La giunta ha deliberato la partecipazione al bando governativo, che mette a disposizione 18 milioni di euro per la riqualificazione di quartieri urbani. Il quartiere in questione è l'Adriano, quella tela di Penelope che, se portata a compimento, potrebbe regalare un altro volto e un altro tessuto sociale a questa Milano, che si è sempre fatta da sé grazie all'intraprendenza dei suoi abitanti, al di là dello Stato e persino al di là della Chiesa, visto che anche la cattedrale ha una storia che si radica nel lavoro dei cittadini meneghini.

Tre gli obiettivi primari di questa decisione: una scuola, il parco sistemato, il prolungamento della metrotranvia numero 7. In poche parole? Bisogna frantumare la spada di Damocle che da dieci anni esatti pende sull'area «Adriano Marelli e cascina San Giuseppe», dove due aziende, società Città Verde srl e Centro Edilmarelli srl, ora dichiarate fallite, dovevano costruire fior fiore di opere pubbliche, poi mai apparse sopra il suolo dell'Adriano. I cittadini del posto sono sempre stati residenti in battaglia per questo mancato obiettivo, ma, secondo le parole degli assessori all'Urbanistica Pierfrancesco Maran, alla Mobilità Marco Granelli e ai Lavori Pubblici Grabriele Rabaiotti, è arrivato il momento del riscatto. «Partiamo con un piano che ci permetterà di far rinascere uno dei quartieri incompiuti, che va rivitalizzato con verde, un buon servizio scolastico e con la linea 7» hanno detto i tre amministratori.

Per quanto concerne l'opera di miglioria proprio della zona «Adriano Marelli e cascina San Giuseppe», per la quale il Comune ha già impiegato 10 milioni e 850 mila euro, l'impegno del Governo Renzi sarà di 2 milioni di euro, che saranno essenzialmente destinati a rimpolpare il parco in modo da renderlo «passeggiabile», una volta effettuati gli interventi di bonifica dell'aria verde entro la fine del 2016. Capitolo «via Adriano numero 60 con nuova scuola secondaria di primo grado». A fronte degli 8 milioni e 650 mila euro di provenienza comunale e regionale - il peso della Regione è stato di 800 mila euro - che sono serviti in parte per abbattere gli edifici esistenti e serviranno anche per l'edificazione dell'edificio scolastico, il governo dovrebbe intervenire con altri 7 milioni e 800 mila euro.

Più di qualcuno si è chiesto: ma il problema dell'Adriano sta in una questione prettamente di danaro oppure in una linea di intervento che affronti la questione con la volontà di credere che Milano possa mettere quella sesta marcia che da tempo si attende? Una marcia che si attende anche dalla linea 7 per integrare il suo tracciato di ben 3 chilometri in modo da collegarsi con la stazione Precotto della M1, la stazione ferroviaria Greco-Pirelli, l'università statale Bicocca, l'ospedale Niguarda e in un prossimo domani con la stazione Cascina Gobba della M2. Al Governo la giunta chiede 7 milioni e 900 mila euro. L'ultimo intervento è quello più economico, perché si domandano allo Stato 300 mila euro per effettuare uno studio idrogeologico, visto che la zona è interessata dalla presenza del fiume Lambro, che come tutti i fiumi di Milano ha il vizio di tracimare a ogni temporale. Intanto prosegue la collaborazione tra il Comune e la fondazione Cariplo per la nascita di una «community hub», un luogo di riferimento per i cittadini, gestito direttamente dalla comunità locale.