Il Comune regala i musei tutta l’estate

Chi li ha visti? Ovvero, chi tra i milanesi può dire di aver ammirato almeno una volta nella vita i musei civici di Milano, vale a dire Il Museo del Novecento, il Museo Archeologico, il Museo del Risorgimento, il Museo di Storia naturale e i Musei del Castello Sforzesco, più l’Acquario civico, la Galleria d'Arte Moderna, Palazzo Morando, lo Studio Museo Francesco Messina e la Casa Museo Boschi-Di Stefano? Beh, per chi resta in città quest’estate offre un’occasione imperdibile, si fa per dire: saranno tutti gratuiti a partire da oggi fino al 26 agosto. C’è da aspettarsi grandi code poichè la cultura, si è dimostrato in più occasioni, fa gola a tutti soprattutto se non si paga; nonostante il biglietto per i suddetti musei, che pure avranno una miriade di difetti primo tra tutti gli scoraggianti orari d’ingresso, costi solo una manciatina di euro, certamente meno di un happy hour.
Ben venga dunque la gratuità, anche se davvero non si comprende perchè soltanto la cultura, già devastata dai tagli, debba in questo Paese essere sempre considerata a costo zero. L’assessore Stefano Boeri, ben consapevole delle poche cartucce a disposizione, ha ovviamente caldeggiato la sua «Estate al museo», iniziativa resa possibile grazie al sostegno di Eni che ancora una volta si dimostra un carburante prezioso.
Certo, per una città internazionale ci vorrebbe altro per invogliare i giovani e le famiglie a visitare patrimoni preziosi come gli otto musei del Castello Sforzesco, tanto per fare un esempio. Bisognerebbe tutt’al più investire su una più elastica turnazione del personale di custodia per consentire l’accesso al grande pubblico anche nel dopo-lavoro; ma soprattutto sarebbe utile renderli più moderni e accoglienti e basterebbe poco per ravvivare location come la Galleria d’Arte d’Arte Moderna, che oggi rende difficoltoso perfino l’accesso ai giardini.
Ma tant’è. Boeri però si sforza di restare ottimista e lancia un logo disegnato dal grafico milanese Mario Piazza su rivisitazione del primo marchio disegnato da Bob Noorda: «MMM», che sta per Museo Metropolitano Milano. All’interno del progetto, organizzato anche con il sostegno del Ministero dei Beni Culturali, sono previste 21 mostre, 16 spettacoli, 16 visite guidate, laboratori e campus per i più piccoli. «Voglio lanciare ai milanesi e ai turisti un segnale di ottimismo e della voglia di reagire della città alla crisi» ha detto l’assessore che ha poi aggiunto: «La cultura aperta a tutti è un grande antidoto contro la crisi, perché sprigiona idee e voglia di reagire, e questa iniziativa è un modo per valorizzare il patrimonio artistico comunale e la rete dei musei diffusi su tutto il territorio che, grazie a una attenta regia pubblica, opera già come un unico grande museo metropolitano».
Di fatto, ai cinque musei già gratuiti (Acquario Civico, Palazzo Morando, Gallerie d’ArteModerna, Studio Museo Francesco Messina e Casa Museo Boschi-Di Stefano), se ne aggiungeranno dunque altri 11: il Museo del Novecento, il Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, il Museo del Risorgimento e tutti i musei ospitati dal Castello Sforzesco.
Decisivo, si diceva, il ruolo di Eni, la cui partnership con il Louvre ha consentito da tre anni l’esposizione in luoghi pubblici milanesi di grandi capolavori Quest’anno sono stati 210mila i visitatori a Palazzo Marino per l’esposizione temporanea dell’Adorazione dei Pastori e San Giuseppe Falegname di georges de La Tour; e sempre Eni ha permesso aperture serali straordinarie del Refettorio di Santa Maria delle Grazie per la visita al Cenacolo.