"Il Comune spieghi perché blocca il progetto Portello"

La società Vitali vincitrice della gara per il restyling accusa la giunta: "Noi disponibili, ma non c'è dialogo"

«Crediamo che non si possa fermare un progetto del genere. Non possiamo credere che una città internazionale come Milano che punta ad attrarre capitali stranieri come l'Agenzia Europea del farmaco, non sia in grado di completare gli iter burocratici in tempi rapidissimi». A parlare così è Massimo Vitali, presidente della Vitali spa, società di sviluppo immobiliare che dovrebbe realizzare il progetto di Milano Alta nell'area del Portello. Dopo il ritiro del Milan e del progetto per la realizzazione del nuovo stadio, infatti, Milano Alta seconda classificata è la proposta vincitrice del bando indetto da Fondazione Fiera spa, per la riqualificazione dei padiglioni dell'ex Fiera Campionaria.

La vicenda. Il 16 febbraio 2016 viene sottoscritto l'accordo di concessione dell'area tra Vitali spa e Fondazione Fiera. Il 16 maggio viene protocollato il progetto preliminare. Si parla di un'area complessiva di 56mila metri quadrati per 250 milioni di euro di investimento con i suoi venti nuovi negozi di vicinato, 5mila posti di lavoro nel nuovo centro, vocazione di centro direzionale, un indotto annuo previsto di 5 milioni di utenze e nel complesso un aumento dell'1 per cento stimato per il Pil cittadino. Perché Milano Alta? Perché il progetto urbanistico prevede la realizzazione di una «green street» su modello della High line newyorkese, ovvero un percorso verde ciclopedonale protetto, a 7 metri sul livello della strada, che completerebbe il Raggio verde 7. Il nuovo centro ospiterebbe il gruppo alberghiero tedesco Motel One, catena con oltre 50 strutture dislocate nel mondo, con vocazione di design business hotel low cost, una palestra, una clinica, il più grande food district di Milano per 15mila metri quadrati di superficie con negozi di prodotti biologici a km zero, concept store, spazi per eventi e show cooking e ristorazione di qualità. Ma anche spazi espositivi e culturali, aree verdi per sport e tempo libero.

Per quanto riguarda la parte pubblica realizzata con gli oneri di urbanizzazione del valore di 25 milioni di euro che si dovrebbe estendere per 15mila metri quadrati e fissati nell'ultimo incontro avuto con il Comune a gennaio, si era parlato della realizzazione della nuova sede della Fondazione Milano che gestisce le scuole civiche della città.

Sono diverse le perplessità della giunta del sindaco Sala sul progetto urbanistico che definisce le volumetrie. Ma «siamo ancora alla fase preliminare» - spiegano dalla società - ovvero al passaggio che precede la progettazione vera e propria. Detto ciò «noi siamo disponibili - aggiunge Vitali spa - e pronti a recepire nuovi indirizzi, richieste o modifiche, il problema è che i segnali che aspettavamo sono mancati e così l'interlocuzione con il Comune avviene con il contagocce. Certo non ci aspettiamo un'inadempienza contrattuale».

«Abbiamo lavorato per un mese alla proposta che ha degli evidenti limiti - spiega l'assessore comunale all'Urbanistica Pierfrancesco Maran - Ora ci sono delle questioni legali tra la proprietà che è di Fondazione Fiera e la Vitali. E dalla Fiera noi aspettiamo indicazioni». Il contenzioso riguarda questioni legate ai canoni di affitto da corrispondere alla Fondazione per la concessione e la modifica del progetto che ora prevede l'abbattimento dei due padiglioni. «Non era possibile mantenerli e riqualificarli - spiegano dalla Vitali - non erano nemmeno abitabili perché mancavano perfino i rapporti aeroilluminanti».