Il Comune: «Il Sud ci segnali l'arrivo dei profughi»

Il Comune si arrende. Davanti ai continui arrivi dei profughi e richiedenti asilo - solo nella nostra città ne sono arrivati 12mila negli ultimi 8 mesi - e a un governo targato Pd, che sembra non vedere l'emergenza che Milano è costretta da affrontare da sola, anche gli esponenti del partito annunciano la resa. A dare il «la» è l'assessore alle Politiche sociali del Comune Pierfrancesco Majorino (Pd) che da giorni va ripetendo il suo mantra: «Milano non può essere lasciata sola» seguito dall'ex vice capogruppo in provincia Roberto Caputo, costretti a constatare la totale inerzia del governo Renzi sul tema.
Visto che non esiste alcuna rete nazionale tra le istituzioni riguardante l'emergenza profughi», l'assessore Majorino ha deciso di cercare «segnalatori e segnalazioni da Taranto, Catania, Messina, Napoli, Siracusa, Lecce» che possano contribuire ad affrontare meglio eventuali arrivi nel capoluogo lombardo. Come dire «visto che siamo soli, ci arrangiamo come possiamo». «Abbiamo deciso di costruire una rete di volontari che ci fornisca informazioni su quel che si vede e si sa dalle città del sud», ha scritto ieri su Facebook, mettendo a disposizione il suo indirizzo e-mail per chi vuole dare una mano al Comune che da mesi è impegnato a fronteggiare continui arrivi alla Stazione Centrale di profughi provenienti per la maggior parte dalla Siria. «Le prenderemo come pure segnalazioni, ovviamente, ma forse ci aiuteranno a capire di più - scrive Majorino -. Per ora chi volesse aiutare è pregato di scrivere e di inviare tre righe su chi è e che fa usando il mio indirizzo di posta elettronica. Chiediamo a tutti massima serietà».
«È veramente incredibile e avvilente che Majorino sia costretto ad un appello per creare una rete di segnalazioni volontarie - commenta Roberto Caputo -. Di fronte a questa enorme tragedia dovrebbe essere compito del ministero degli Interni chiedere l'intervento dei prefetti per informare Milano delle partenze dalle loro città dei gruppi di profughi. Su come accoglierli, non concordo sull'uso delle scuole»