Comunità ebraica, vincono i «laici»

A sorpresa prevale Hasbani, Vital indicata come portavoce. Fair play di Besso

Alberto Giannoni

Ha vinto «Milano ebraica». Un po' a sorpresa, è stata la lista di Milo Hasbani (nella foto) a prevalere nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità ebraica di Milano, le prime celebrate col nuovo sistema «maggioritario», varato per garantire un esito netto e un vincitore, escludendo altri «pareggi» con conseguenti «stalli».

Hasbani è stato, nell'ultimo mandato, co-presidente insieme a Raffaele Besso. Poi entrambi si sono ricandidati, rispettivamente a capo delle due liste che si sono affrontate nelle urne, domenica: Hasbani con «Milano Ebraica», Besso con «WellCommunity». Sfumati i riferimenti politici: entrambe le compagini annoveravano candidati di vario orientamento. Ma la prima lista è l'erede dell'area che rappresenta l'anima più laica e «progressista» della Comunità, mentre l'altra si può iscrivere nell'area più «tradizionalista».

Mosaico, il portale della Comunità, ieri ha raccolto le dichiarazioni dei protagonisti: «Siamo molto soddisfatti che il nostro impegno sia stato premiato ha detto Hasbani - un buon programma e un'ottima squadra hanno ottenuto il risultato di fare breccia sull'elettorato. Siamo pieni di entusiasmo e di energia. Con l'altra lista abbiamo in comune l'amore per la comunità e la volontà di lavorare per il bene collettivo». Raffaele Besso ha sportivamente accettato i risultati: «Faccio i complimenti a Milo Hasbani e alla sua lista, - ha detto - onore al merito, sono stati molto bravi. In questo Consiglio cercheremo di fare rispettare i nostri valori e le nostre idee, dalla opposizione o, se sarà possibile, in un clima di collaborazione con la lista vincitrice».

La lista vincitrice, prima del voto, ha indicato Roberta Vital come portavoce della Comunità in caso di vittoria. «Stiamo attraversando un momento delicato in cui l'antisemitismo sta rialzando la testa - ha detto Vital alla vigilia - Stiamo assistendo alla normalizzazione del razzismo e dell'odio anti ebraico, stiamo leggendo parole pericolose rivolte allo Stato di Israele volte e ricordiamo bene dove questo ci può portare».