Consigliere Fi ferma uno scippatore

Tatarella: «Ho rischiato anch'io, ma non dobbiamo girare la testa»

Uno contro uno. Da una parte lo scippatore marocchino e dall'altra il consigliere di Forza Italia che lo ha visto sfilare la borsa ad un'anziana seduta al tavolino di un bar in corso San Gottardo. Pietro Tatarella non si è voltato dall'altra parte e ha avuto la meglio, è riuscito a recuperare e restituire la borsa alla donna, ma il giorno dopo raccontando la vicenda su Fabook ha ammesso: «Ripensandoci a mente fredda, ho rischiato. Ma lo rifarei altre mille volte perchè l'unica cosa che possiamo fare oggi è reagire, altrimenti soccomberemo».

La vicenda è avvenuta sabato sera, intorno alle ore 20. A puntare la borsa appesa alla sedia erano in tre, uno ha agiro e quando Tatarella lo ha rincorso e bloccato i due complici si sono dileguati. «Ne è nato uno scontro violento - racconta -, ma la borsa sono riuscito a recuperarla». Anche il marocchino invece è riuscito a scappare in via Gola. «Forse sbagliando - continua il consigliere comunale - ho deciso di seguirlo, e ho trovato una situazione pazzesca: una terra di nessuno!». Il Bronx a due passi dalla movida dei Navigli è una situazione tristemente nota. «Era da un pò che non ci andavo - ammette Tatarella - e sembra impossibile che sia un quartiere quasi nel centro di Milano, manca totalmente la legalità, alle otto e mezza della sera ci sono sentinelle sul ponte e in strada, molti spacciatori extracomunitari». Le istituzioni promettono a ripetizione interventi, ma nulla cambia. E «se questore, prefetto e sindaco non decidono di dare un segnale forte in via Gola - incalza Tatarella - rimarrà terra di nessuno. Non vorrei che la presenza nel quartiere dei centri sociali anarchici, che comandano la via con gli extracomunitari, suggerisca a qualcuno di non intervenire. Ormai c'è una diffusa fobia nei confronti dei movimenti di destra come Casapound ma non vorrei che ci si dimenticasse che esistono anche situazioni di quel tipo».

Ieri l'esponente azzurro ha letto dell'uccisione del diciottenne in piazza Tirana, un omicidio nato da futili motivi: «Non ho potuto non pensare al rischio che ho corso, potevo trovare anch'io un marocchino col coltello o con il cacciavite e oggi non sarei qui a raccontarlo. Non sono un eroe, Ma, senza diventare sceriffi, bisogna che i cittadini tornino a sentirsi comunità e ad aiutarsi».

ChiCa

Commenti

evuggio

Lun, 10/07/2017 - 14:11

Complimenti Tatarella! spero che arrivi un riconoscimento ufficiale perchè questi gesti DEVONO essere incoraggiati e portati a conoscenza con il massimo risalto. RICOSTITUIAMO I VALORI MORALI!