Container e nuovo campo rom Il Comune regala due milioni

Il villaggio di via Lombroso va già smantellato e ricostruito in Bonfadini Casette per i centri di «autonomia abitativa» di via Barzaghi e via Novara

Era un rischio, è una certezza. La giunta comunale ha approvato l'assegnazione di quasi due milioni di euro (precisamente, 1 milione e 945mila euro) per chiudere dopo un anno e mezzo il campo rom «provvisorio» di via Lombroso, allestito tra tante polemiche su un'area Sogemi, e aprirne uno fotocopia in via Sacile-Bonfadini. Altri fondi che saranno spesi (ad esempio) per pulire e riqualificare i terreni: solo per questi interventi la società Mm a cui è stato affidato direttamente l'appalto prevede di spendere 560mila euro. Poi verranno gli allestimenti: container, allacciamenti, servizi. Ma rientreranno in un altro pacchetto. Gli altri 1,3 milioni stanziati con questa delibera invece servono ad ingrandire il centro di emergenza sociale già esistente in via Barzaghi (è a disposizione anche per accogliere donne e bambini sgomberati dalle case popolari occupate abusivamente, secondo un accordo firmato in prefettura, ma anche in questo caso si tratta quasi sempre di famiglie nomadi) e infine per completare il «Centro di autonomia abitativa» di via Novara.

Il villaggio rom di via Lombroso, in grado di ospitare 167 persone, era stato inaugurato dall'assessore alla Sicurezza Marco Granelli nell'agosto 2013, tra le proteste degli stessi ospiti che invece delle casette prefabbricate offerte dai milanesi con le tasse comunali avrebbero preferito (guarda un pò) delle case vere e proprie. Sogemi aveva concesso in comodato d'uso gratuito i terreni fino alla fine del 2015, ma tempo fa ne ha chiesto la restituzione anticipata al Comune per organizzare eventi e momenti di entertainment e food in concomitanza con le attività di Expo. Dovendo lasciare libera «quanto prima» l'area la giunta ha dunque sbloccato velocemente i fondi per realizzare non lontano da lì il nuovo campo provvisorio, questa volta sull'area comunale di via Sacile, tra Bonfadini e la ferrovia, che già negli anni passati ha fatto i conti con insediamenti rom abusivi. Anzi, l'assessore Granelli così aveva giustificato nel 2013 lo smantellamento_ «Restituiamo l'area alla legalità e al cantiere della Paullese». Visti i soldi spesi per la costruzione del nuovo campo, si spera almeno che tra i lavori di bonifica e quelli stradali a questo punto passi del tempo. Ricorda anche il Comune nella delibera che i terreni di via Sacile «hanno subito in questi anni numerose occupazioni abusive e abbandoni sistematici di rifiuti di ogni tipo», entrambe i fenomeni «favoriti dal fatto che tale area si trova in una zona poco frequentata e la via Bonfadini è a fondo cieco e vicino all'intersezione di più ferrovie. L'area posta sul confine sud dei Mercati generali è sorgente di insicurezza urbani e di scavalcamenti furtivi per introduzioni illegali in Sogemi». Per riqualificare l'area ed evitare furti agli operatori dei mercati, tradotto, sarà allestito il campo nomadi regolare. La spesa per riqualificare i terreni e acquistare nuovi container per via Barzaghi e via Novara, si diceva, è di due milioni. Una cifra consistente. Ma il Comune aveva a disposizione giusto questa cifra come oneri di urbanizzazione derivanti dall'operazione Cascina Merlata. Due milioni erano destinati, così ha votato il consiglio comunale, ad «opere di riqualificazione sociale». Forse il centrodestra, e in particolare la Lega, non immaginavano che sarebbero stati investiti per allestire un nuovo campo rom.

Commenti

FRANZJOSEFF

Ven, 01/05/2015 - 11:38

PISAPIPPA PENSA AI BISOGNOSI MILANESI CHE COGLIOTAMENTE CON TESTE DI CxxxxxxI TI HANNO VOTATO PENSA AI MILANESI ITALIANI SxxxxxI TI HANNO VOTATO E TU LI HAI PORTATI ALLA ROVINA. PENSA GLI INVALIDI E BAMBINI ANZICHE' PENSARE AL MANGIARE DI M.....A HAI DATO UN BELL'ESEMPIO A COLORO CHE SONO SINISxxxxxI