«Con Conti e Panariello vi ubriacheremo come vini toscani doc»

Leonardo Pieraccioni racconta lo show di stasera: «Tutti e tre sul palco, che emozione»

Ferruccio Gattuso

I tre tenori? No, perché per far ridere devi stonare, anziché inseguire la nota più alta. I tre moschettieri? Sì e no, perché quelli in realtà erano in quattro, e poi se c'è un Re da servire non è quello che sta a Versailles in mezzo agli stucchi ma quello collettivo che si accomoda in platea, vale a dire il pubblico. Tre vini. Tre ottimi vini toscani, ecco cosa sono i protagonisti di «Panariello, Conti & Pieraccioni: il Tour», lo show che si affida a tre cognomi che raccontano molto più di un titolo canonico. La metafora la serve nei calici Leonardo Pieraccioni, uno dei tre showmen made in Toscana attesi al Mediolanum Forum di Assago sabato 1 ottobre (ore 21, ingresso 60/29 euro, info 02.48.85.71). «Carlo Conti è un Sassicaia spiega il regista dello storico campione d'incassi Il Ciclone - perché è elegante e raffinato; Giorgio Panariello è un sapido Brunello di Montalcino, il vino spesso citato dal suo personaggio Merigo. E io? Bè io sono un onesto Chianti etichetta Gallo Nero: mi trovi in tutti i bar, ma non tradisco mai». La cosa più facile per chi maneggia il taccuino è intervistare Leonardo Pieraccioni. É lui a darti tutto: battute, titoli, fiammate di colore e confessioni come se fosse al tavolo di una buona osteria fiorentina. Lo show che vede sul palcoscenico un regista e attore, un attore e un conduttore televisivo impegnati in gag surreali, monologhi e trii ad alto tasso comico è più cose messe insieme: è un amarcord, perché «riporta insieme quei tre giovani che agli esordi di Teleregione Toscana negli anni '80 già si divertivano da pazzi insieme»; è un bis atteso da più o meno vent'anni, «da quando dividemmo il palcoscenico per lo spettacolo Fratelli d'Italia e ci ripromettemmo di rifarlo»; e infine è una vittoria del più pigro dei tre. Manco a dirlo, Leonardo: «Sì la mia pigrizia è mitica spiega Pieraccioni Tutti sanno che ogni due anni sforno un film, il che significa che per sei mesi in due anni lavoro e il resto del tempo mi godo Firenze e i miei amici. Ora che siamo in ballo con questa avventura teatrale finirà che allungherò a tre anni la pausa. Anche perché già si parla di riprendere per alcune date teatrali estive dopo la fine di questo tour. L'amico Carlo ha un impegnuccio a febbraio chiamato Festival di Sanremo, quindi ci si riposa. E pensare che il sasso l'ho lanciato io». Ecco la verità: «Noi tre ci si vede almeno una volta al mese spiega Pieraccioni In ogni occasione io insistevo per tornare insieme sul palcoscenico. Ci si è convinti due anni fa quando abbiamo inscenato qualche gag al compleanno dell'amico Francesco Nuti. Ci siamo divertiti un sacco, e siamo finiti a scrivere lo spettacolo nell'ufficio romano di Panariello. Lui si è dimostrato il più secchione. Conti, da bravo presentatore, pensava di poter andare a braccio, io al solito sono pigro, mentre Giorgio, da vero uomo di teatro, non scherzava». Ne è venuto fuori uno show che ha riempito ai primi di settembre l'Arena di Verona: «Una sorpresa conclude l'attore e regista toscano Sapevamo che l'occasione era speciale, anche per la cornice. Ma non immaginavamo le standing ovatio».