Il convegno nero spacca la sinistra: «Libertà garantita»

Manca ormai meno di una settimana, il programma è già stato stampato, però manca ancora un piccolo particolare: «dove». Nessuno sembra a conoscenza del luogo scelto da Forza Nuova per il suo «Boreal Festival», appuntamento a cui hanno già garantito la loro presenza molti gruppi europei di estrema destra, anche se molti indizi indicano la provincia di Como. Anche per questo ieri nel corso del comitato provinciale per l'ordine pubblico la questione non è stata neppure sfiorata. Ciò nonostante si moltiplicano gli appelli, ultimi quello della vice sindaco De Cesaris e del deputato Sel Farina, affinché il raduno sia vietato. Unica voce fuori dal coro, Valerio Onida: «La libertà di riunione è un valore garantito dalla Costituzione».
Una richiesta di non inasprire i toni che comunque non sembra trovare orecchie attente nei nostri «antifascisti di ritorno» che continuano a far rullare i tamburi di guerra. Il «Boreal» infatti è una manifestazione inventata l'anno scorso dai neofascisti ungheresi che per il 2013 hanno passato il testimone a Forza Nuova. Appuntamento dunque il 12 per il primo «meeting point» che registrerà la presenza degli ospiti, attesi da mezza Europa. Poi seguiranno due giorni di dibattiti e incontri su matrimoni gay, immigrazione e crisi siriana.
La notizia è trapelata nei giorni scorsi, facendo immediatamente rizzare il pelo alla sinistra nostrana. I primi a lanciare il grido di guerra, gli antagonisti del Cantiere che hanno chiamato a raccolta gli antifascisti per bloccare con ogni mezzo, anche violento, la manifestazione. Invito subito raccolto dal sindaco Giuliano Pisapaia anche lui convinto che il raduno vada impedito, salvo poi aggiungere «con tutti i mezzi legali». Si è poi accodato il deputato pd Emanuele Fiano che lancia l'idea di una grande manifestazione antifascista, però pacifica. L'Anpi invece ha spiegato di aver già sollecitato le autorità competenti affinché vietino l raduno e lancia l'idea di una grande manifestazione regionale, proposta raccolta dalla Cgil. Ieri infine si è aggiunta la vice sindaco Ada Lucia De Cesaris che ha definito l'incontro «uno schiaffo grave soprattutto in coincidenza il 70° anniversario delle Resistenza» e il deputato Sel Daniele Farina, che ha presentato un interrogazione al ministro degli Interni per chidere impedisca il raduno
A sorpresa però arriva l'intervento di Valerio Onida. Mica uno qualsiasi: professore alla Statale e presidente emerito della Corte Costituzionale. Ma soprattutto uomo di sinistra, essendosi presentato alla primarie del 2010 come candidato sindaco di Milano. «La libertà di riunione, se non diventa incitamento alla violenza, è garantita dalla Costituzione. La risposta essenziale, quando si tratta di rigurgiti di certe idee, è quella culturale». Poi puntualizza: «Un raduno può essere vietato se si tiene in luogo pubblico, non in uno spazio privato».
Già perché tutti gli antifascisti di complemento continuano a scordare che l'incontro si terrà in uno spazio privato. In casi del genere è sufficiente una comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza. Non solo, ma questo agitarsi potrebbe diventare del tutto inutile quando verrà rivelato il luogo del «Festival», finora genericamente indicato come «A nord di Milano». Dunque sicuramente non in città e con ogni probabilità nemmeno in provincia. Le prime indiscrezioni indicano infatti come sede più probabile Como o dintorni. Alla faccia degli antagonisti che scenderanno in strada a protestare contro i fantasmi.