Da Copenaghen a Berlino bici e non solo

A Parigi ricariche elettriche, Stoccolma scommette sui treni

Da Copenaghen, la più sostenibile d'Europa, a Parigi, da Berlino ad Amsterdam e a Monaco di Baviera. La lotta allo smog non conosce barriere, quantomeno fisiche. E se in alcune città la sfida ad una qualità dell'aria accettabile sembra vinta, in altre si susseguono misure e proposte per abbattere i livelli di polveri sottili per regalare ai cittadini città più «respirabili». In Italia l'emergenza inquinamento, anche per via della condizione climatica con temperature al di sopra delle medie del periodo, ha portato alla creazione di un tavolo ad hoc sotto l'egida del ministero dell'Ambiente, insieme con Regioni e Comuni, per accelerare le procedure e rendere disponibili le risorse da dedicare agli interventi. Le norme dal respiro europeo (contenute nella direttiva sulla qualità dell'aria) chiedono impegni precisi su date, limiti e obiettivi, oltre che naturalmente la predisposizione di Piani ad hoc per il contenimento delle polveri sottili. Guardando ad alcuni esempi europei, dove la situazione è comunque abbastanza eterogenea, spiccano le pratiche messe in campo nelle grandi città europee. Su tutte Copenaghen sembra quella all'avanguardia, tanto che nel 2014 è stata eletta «regina» verde europea che riesce a tenere insieme eco-innovazione, mobilità sostenibile (la bicicletta è tra i mezzi più diffusi per gli spostamenti e anche i taxi le trasportano gratis, oltre che naturalmente entrare senza problemi in metro e treno), e un programma di comunicazione e informazione efficiente rivolto ai cittadini. A Parigi c'è un piano anti- smog per trasformare la capitale francese in un modello ecologico, e abbattere le emissioni inquinanti soprattutto con l'introduzione di veicoli elettrici, cosa che progressivamente riguarderà la dismissione di tutti i mezzi più vecchi. Tra le misure per scoraggiare l'uso dell'auto c'è l'aumento del costo dei parcheggi che sono però gratis per le auto «pulite», offrendo anche la possibilità di ricariche «free» nelle ore notturne. Ad Amsterdam il 22% delle persone utilizza il trasporto pubblico e il 37% usa tutti i giorni la bicicletta; nella strategia di lungo periodo contenuta nel Piano della mobilità e dei trasporti la bicicletta ha un ruolo centrale, tanto che la sua «presenza» viene integrata anche nella pianificazione urbana: sono previste, per esempio, misure specifiche per lo scambio auto-bici (park and bike). Anche Berlino punta molto sulla bicicletta in ambito urbano, con misure per sviluppare la rete, la sicurezza, l'informazione, il parcheggio e lo scambio «bici-mezzi pubblici». A Ginevra la buona qualità dell'aria è dovuta ai numerosi parchi e aree verdi, che coprono circa il 20% del territorio. Ma incide anche l'efficienza del trasporto pubblico, a cui è stata dedicata maggiore attenzione proprio per disincentivare l'auto privata. A Stoccolma sembra che sappiano davvero cosa sia quella che da noi chiamiamo la «cura del ferro», ossia il treno; in città c'è una rete di trasporti pubblici fatta da metropolitana, tre ferrovie regionali e sub-urbane, da tre ferrovie leggere e una ricca linea di autobus. A Monaco di Baviera per esempio la spinta alla bicicletta, anche per via del territorio pianeggiante, ha portato alla creazione di servizi specifici che prima non c'erano, come i «bike-tour» o il «call-a-bike» che permette di affittare una due ruote a pedali per telefono e di poterla poi lasciare in un punto qualsiasi della città.