Dalla corsa alle scalate Nasce il supercentro per monitorare il cuore

Un polo cardiologico per test e cure su professionisti e amatori Il prof Tondo: «Seguiremo anche chi ha avuto arresti ed aritmie»

Antonio Ruzzo

Negli ultimi mesi purtroppo è stata l'attualità a portare sulle pagine dei giornali la morte di alcuni atleti durante maratone e mezze maratone. E non solo. Problemi cardiaci più o meno noti, più o meno diagnosticati, che sono un numero da zero virgola in statistica ma che però destano emozione fortissima e anche preoccupazione. Ora per atleti, aspiranti maratoneti, triatleti ma anche viaggiatori amanti delle alte vette, c'è una struttura ad hoc, con tecnologie d'avanguardia per capire di più su come si comporta il cuore di uno sportivo: il Monzino Sport. Il nuovo centro avanzato di cardiologia riunisce le competenze e le tecnologie innovative già presenti nell'ospedale, e punta a diventare un nuovo polo di riferimento nazionale per gli sportivi professionisti che hanno riscontrato problemi cardiologici e per chi vuole sapere se il suo cuore gli consente una lunga permanenza in alta montagna piuttosto che la partecipazione alla maratona di New York. «Finora spiega Cesare Fiorentini, Direttore Sviluppo Area Clinica del Monzino. le nostre competenze e le tecnologie d'avanguardia presenti nell'Ospedale, ci hanno permesso di occuparci di casi singoli, inseriti nella nostra organizzazione generale, ad esempio approfondendo la diagnosi per tanti giovani desiderosi di fare sport a livello agonistico ma scartati alla visita presso il Centro di Medicina dello sport, o riguardo all'atleta professionista che ha avuto improvvisamente problemi che lo hanno costretto a fermarsi. Ma ora abbiamo deciso di cambiare marcia, creando una struttura organizzata, con un'offerta di servizi strutturata». Responsabile del centro è Claudio Tondo, attuale capo dell' Aritmologia del Monzino, reparto che dal 2010 a oggi ha studiato qualcosa come 250 sportivi, in maggioranza atleti agonisti con problemi del ritmo (il 44% con aritmie ventricolari), che sono stati sottoposti ad esami approfonditi, come la «biopsia con mappaggio». In particolare, Tondo è stato il primo a elaborare questa tecnica che consente, attraverso una mappatura delle due camere ventricolari, di fare una biopsia di precisione nei punti più vicini alla zona malata. Il Monzino Sport nasce per seguire in modo iper-specializzato chi ha già avuto episodi di aritmia o arresto cardiaco, ma non solo: «La vera sfida è tutta spostata su come prevenire questi episodi- spiega Tondo- intercettando i casi a rischio e riconoscendoli in tempo per intervenire». Dal Monzino di atleti ne sono passati tanti, viene subito alla mente Alessandro Pagani, il giocatore di basket colpito da arresto cardiaco in campo, e che in questa struttura è stato rimesso in piedi. I numeri li ricorda il professor Tondo: «una delle ragioni che ci ha spinto a pensare al Centro è che in questi anni, dal 2010 al 2015, abbiamo visto circa 230 atleti con età media 31 anni, di cui il 32% pratica calcio agonistico, il 16% ciclismo, e il 12% atletica. Quasi tutti erano qui per problemi di ritmo che è un elemento importante perchè la morte improvvisa nei campi sportivi, che non è un fatto isolato, è la morte aritmica. Nel 78% dei casi questi giovani avevano un cuore sano e sono ritornati a praticare lo sport a livello agonistico, mentre nel 22% dei casi è stata riscontrata una patologia tale da non renderli idonei alla pratica dell'attività sportiva agonistica». La sfida non è creare terrorismo in chi fa sport ma al contrario creare fiducia. Per questo però è necessario sottoporsi a esami di base, come l'elettrocardiogramma, e quando i medici lo ritengono, a controlli diagnostici più specifici, come la risonanza magnetica nucleare, fino alla «biopsia guidata dal mappaggio del tessuto cardiaco, una tecnica utilizzata per la prima volta, proprio dal professor Tondo. Il Monzino Sport sarà organizzato con un ambulatorio SSN per gli sportivi che non sono stati resi idonei alla vista medico sportiva per attività agonistica, e che seguiranno successivi percorsi diagnostici strumentali (Ecocardiogramma, test da sforzo, ECg Holter, TAC cuore, Risonanza Magnetica Nucleare cardiaca) privilegiati. Mentre per le persone sane che vogliono praticare l'attività sportiva in tranquillità, si accede privatamente, e ci sono dei «pacchetti» che consentono di fare tutta una serie di esami nella stessa giornata o mattinata: dalla visita specialistica all'elettrocardiogramma, dall'ecocardiogramma che permette di evidenziare anomalie nelle coronarie, fino al test di sforzo massimale, e cardio polmonare.