«Così garantiremo appalti trasparenti»

Il consiglio regionale approva l'authority anticorruzione

Maria SorbiE ora anche la Lombardia ha la sua agenzia di controllo per vigilare sugli appalti e combattere la corruzione. Soprattutto quelli della sanità. Ieri il Consiglio regionale ha approvato l'istituzione dell'Arac con 45 voti a favore e 29 contrari. A breve, annuncia il presidente della Regione Roberto Maroni, verranno comunicati anche i nomi del pool che passerà al vaglio i documenti di ogni gara pubblica. Negli ultimi giorni il progetto dell'agenzia è stato rivisto e corretto in base alle osservazioni sollevate dall'Anac di Raffaele Cantone per evitare qualsiasi rischio di incostituzionalità. Ad esempio, si prevede l'avvio in via sperimentale del nuovo organismo, per una durata di tre anni, al termine dei quali Regione e Anac valuteranno i risultati. «Non esiste una struttura del genere - spiega Maroni - e dovrebbe esserci in tutte le regioni come braccio operativo di Anac. Per rafforzare l'azione di prevenzione della corruzione, noi mettiamo a disposizione questa struttura. Mi auguro che il Governo recepisca questa nostra iniziativa e la approvi a titolo sperimentale come ha già fatto per la riforma della sanità».Il centrosinisitra non ha dato il suo voto, né ha risparmiato critiche alla scelta di Maroni di dare un giro di vite ai controlli sugli appalti. «È una pagliacciata, un'operazione di distrazione di massa» critica Silvana Carcano del Movimento Cinque stelle. «Viene creato un organismo - commenta Umberto Ambrosoli, Patto Civico - che appare già inefficace poiché in conflitto, per compiti e funzioni, con l'Autorità Nazionale Anticorruzione. Non solo, la norma non si coordina con quelle che hanno istituito altri organismi di controllo regionale: ne scaturisce un bel caos, antitetico ad un'efficace azione anticorruzione». Anche il Pd è convinto che in questo modo si faccia più confusione che altro. Ma la maggioranza è compatta e pensa invece che l'authority regionale sia la strada migliore per rimediare alle piaghe della gestione della sanità regionale. «Con l'agenzia - spiega Pietro Foroni (Lega) - dimostriamo che la politica non ha nulla da temere, anzi si mette in discussione dotandosi di una struttura che avrà il compito di controllarla. Uno strumento innovativo che rafforzerà Anac, affiancandosi all'autorità nazionale anticorruzione». Ncd appoggia l'operazione di «trasparenza e legalità» e apprezza la collaborazione con la Corte dei Conti. Fratelli d'Italia sprona a scegliere bene il presidente e gli organi che comporranno la squadra di vigilanza.