Crisi della scuola cristiana, 30mila in marciaIl corteo

In cammino per affrontare la crisi delle scuole cristiane: pregare non basta e, miracoli a parte,ci vuole la mobilitazione. Ecco perché sfileranno in 30mila, guidati dal cardinale Angelo Scola, in una marcia che ha titolo «Famiglia e scuola: risorse per affrontare la crisi». Si tratta della trendaduesima edizione di «Andemm al Domm» e il tema di quest'anno non poteva che essere quello della situazione critica per le scuole d'ispirazione cristiana. Il dato parla da solo: negli ultimi quattro anni il 21% delle scuole cattoliche dell'infanzia hanno chiuso. Da 857 nell'anno scolastico 2009-2010, sono passate a 675 in quello corrente.Più in generale, in tutte le scuole pubbliche paritarie si è avvertita una sensibile diminuzione di iscrizioni: da 129.443 a 114.867 iscritti, con un calo dell'11%.
«Noi abbiamo a cuore tutta la scuola pubblica, sia quella statale sia paritaria -precisa don Michele Di Tolve-: La libertà di educazione è certamente una questione di democrazia e pluralismo, ma prima ancora di salvaguardia di un diritto, poichè la famiglia è, per natura, fondamentale protagonista dell'educazione dei figli».
Il corteo partirà alle 9.30 da via Vittor Pisani e da qui proseguirà per piazza della Repubblica, via Turati, piazza Cavour, via Manzoni, piazza della Scala, via S. Margherita fino all'arrivo, previsto intorno alle 11.30, in piazza Duomo.

Commenti

CarloDei

Sab, 15/03/2014 - 08:45

La crisi della scuola privata cattolica parte dal costo della retta che è alto per il cittadino medio mentre molti anni fa non lo era e chiunque poteva frequentare le scuole cattoliche. Potrebbero farsi finanziare con i soldi che il Vaticano incamera dall'8 per mille. Il problema non è solo economico, la scuola privata cattolica è percepita come un mondo chiuso che svolge programmi con vecchi metodi. Alla base c'è la scelta degli insegnanti che in genere sono o scarti dei vari concorsi per il pubblico o giovani laureati in attesa di entrare nel pubblico. La soluzione sarebbe retribuire i professori ad alti livelli e sceglierli per la loro professionalità. Se non faranno così le scuole private cattoliche finiranno per chiudere tutte.