Cristicchi, un manuale di volo verso la felicità

Il cantante in scena con il suo nuovo spettacolo, favola metropolitana per parole e musica

Viviana Persiani

Chi ha seguito Sanremo avrà apprezzato la profondità della poetica di Simone Cristicchi ascoltando Abbi cura di me, brano premiato dalla giuria popolare. Un capitolo sonoro estrapolato da quella che lo stesso artista definisce come rivoluzione umana. Perchè Cristicchi, «figlio dell'arte», racconta la sua ricerca spirituale non solo con le note di una canzone, ma anche dalle tavole di un palcoscenico, annaffiando quello che lui stesso definisce il «seme di universalità». Dopo aver debuttato, a novembre, all'Aquila, in prima nazionale, Cristicchi debutta sulla scena del Teatro Manzoni con Manuale di volo per uomo, testo scritto dallo stesso interprete, in collaborazione con Gabriele Ortenzi e Nicola Brunialti; l'intento è quello di stupire, anche se per soli tre giorni, il pubblico milanese. In cartellone dal 25 al 27 febbraio, lo spettacolo è un percorso nei meandri dell'anima del suo interprete: «Nasce da una ricerca interiore, attraverso l'approfondimento dei fatti che risiedono nella mia anima. Non parlo di fatti storici, anche se il tutto prende vita da quella che si definisce una ferita, che è diventata una feritoia attraverso la quale ho visto l'immenso». Una stanza bianca e un corpo disteso su un letto, coperto da un lenzuolo; un'atmosfera agghiacciante che, pur nel suo candore costante, si riscalda attraverso il racconto di Raffaello che incontra, sul letto di morte, quella madre che lo abbandonò da piccolo al suo destino. Il protagonista trova la ricetta per trasformare la ferita: un impatto dapprima violento, si sfuma toccando la dolcezza, fino alla costruzione di quel rapporto tra madre e figlio mai esistito. «Raffaello è un uomo, quarantenne, che compie un percorso di vita conoscendo il dolore, venendo a stretto contatto con l'umiltà di persone semplici che lo hanno aiutato, scoprendo anche la felicità. Raffaello, in questo modo, cresce e mette per iscritto, nella sua anima, tutti quei consigli che lo aiuteranno a volare verso la felicità. Ecco il manuale di volo». Simone Cristicchi si definisce un artista che ha maturato una sensibilità e una creatività dopo aver perso il padre in tenera età. «Avevo 12 anni quando è mancato mio padre. Il dolore mi ha permesso di portare la profondità delle cose al centro». I fan non si devono di certo aspettare uno spettacolo musicale: «Lo spettacolo non prevede musiche. Rispetto alla versione originaria, ho deciso di inserire, alla fine, la proiezione di un documentario che ho girato andando ad intervistare artisti come Mogol, Renzo Arbore e molti altri, chiedendo loro consigli per dare vita ad un manuale di volo».