Degrado e sicurezza «Al parco Trotter promesse mancate»

L'area è destinata alla scuola ma nessuno controlla gli ingressi Le famiglie scrivono al Comune

Michelangelo BonessaNon è la prima. E forse non sarà neanche l'ultima iniziativa per denunciare il degrado del parco Trotter. I genitori della scuola I.C. Giacosa hanno hanno scritto una lettera al Comune per ricordare le promesse mancate. Poi l'hanno messa in rete con l'invito di inviarla a ripetizione, attività che si chiama mail bombing, a Palazzo Marino per richiamare l'attenzione sul tema.A marzo 2015 erano stati promessi alcuni interventi per limitare i problemi che affliggono l'area verde. Cartelli e controlli in primo luogo. Parole al vento per i genitori che ricordano i lavori dati per sicuri: «Il rifacimento dei cartelli indicanti orari del parco, l'indicazione espressa che è un parco scolastico, diritti e divieti, magari con qualche cartello agli ingressi anche tradotto in una diversa lingua, vista la varietà linguistica dell'utenza; assegnazione della custodia e controllo accessi in orario scolastico dei due accessi di via Padova e via Giacosa ad operatori adeguatamente formati, ovvero custodi o addetti incaricati da una cooperativa esterna scelta dal comune allo scopo». Impegni non rispettati dall'assessore alla Sicurezza Marco Granelli e dalla giunta arancione, secondo i genitori.Quella del Parco sembra una storia destinata a non risolversi. Dal 2011 mamme e papà della scuola raccolgono e rilanciano segnalazioni a proposito della carenza di sicurezza: l'attenzione è massima perché durante il giorno dovrebbe essere un parco scolastico, l'accesso ad adulti non autorizzati dovrebbe dunque essere interdetto. E invece non è così. Anzi: «Come già ampiamente rilevato - scrivono - i custodi proclamano e affermano altresì di non aver nessun obbligo di chiedere o impedire l'accesso a chicchessia, affermando che il loro mansionario prevede solo «il dare informazioni» e nient'altro». «I quattro che si turnano non possono fare molto e hanno già subito delle minacce - racconta uno di loro - a luglio ad esempio vengono identificati alcuni genitori dei ragazzini di origine araba, circa 12 anni, che avevano costretto, brandendo dei coltellini, dei loro coetanei a consegnare cellulari e skateboard; vengono fermati e segnalati alla Polizia Locale, ma che cosa fanno i vigili? Provano ad andarsene. Solo grazie alla reazione dei genitori restano e chiamano anche il comandante di zona dei ghisa insieme a altre due pattuglie e due vigili in moto». Quindi una sorveglianza c'è, ma non è abbastanza. «Oltretutto non si capisce se le telecamere di sicurezza funzionino o no - conclude il genitore - mentre sappiamo che le postazioni sos non sono attive o sono rotte».Ma il parco Trotter è una dei punti più caldi del degrado milanese, anche grazie all'attivismo dei genitori della scuola. Ed è stato al centro di diversi fatti di cronaca: dalle volte in cui si sono accumulate le segnalazioni di ritrovamenti di siringhe e quello clamoroso di due ordigni pare di tipo militare.